Confesercenti Padova - benvenuto

30 Dic 2009
selezione.jpgConfesercenti di Padova in collaborazione con AS.CO.L.T.A. ASSOCIAZIONE CONSULTENTI E LIBERI PROFESSIONISTI DEL TERZIARIO AVANZATO, il centro studi Cescot Veneto e con il contributo della Camera di Commercio di Padova ha realizzato uno studio sulle principali problematiche legate al mondo dei liberi professionisti e consulenti del Padovano.
A tale scopo è stato creato un questionario per l’individuazione di caratteristiche, bisogni e problematiche fiscali e gestionali dei liberi professionisti. Come emerge dai risultati, i principali problemi a livello fiscale riguardano gli studi di settore (22%), l’illegittimità dell’Irap (23%), la deducibilità dei costi inerenti l’attività (in particolare i costi auto al 22%).
C’è poi tutto il tema della previdenza. Occorre individuare azioni di welfare specifiche per il lavoro autonomo inerenti la malattia, l’infortunio (il 24% lo indica come uno dei principali problemi legati alla propria attività), la maternità (13%), la sospensione di attività per crisi settoriale. Occorre anche pensare a sistemi di integrazione pensionistica (il 19%) attraverso il sistema privato con la deducibilità totale dei costi. È necessario infine migliore e semplificare le procedure per l’unificazione dei contributi versati da dipendenti, da liberi professionisti, da impresa (18%).
Per quanto riguarda le problematiche gestionali, l’accesso al credito (22%) e ai finanziamenti pubblici (23%) sono le tematiche maggiormente segnalate.
Da tempo As.Co.L.T.A. e Confesercenti esprimono la necessità dell’apertura di un tavolo di discussione sui temi centrali per le partite Iva:


IRAP
. L'Imposta regionale sulle attività produttive, nota anche con l'acronimo IRAP, è stata istituita con il decreto legislativo 15 dicembre 1997 n.446. È un'imposta di competenza Statale, nella sua applicazione più comune, colpisce il valore della produzione netto delle imprese ossia in termini generali il reddito prodotto al lordo dei costi per il personale e degli oneri e dei proventi di natura finanziaria.

La Corte Costituzionale ne ha dichiarata l’illegittimità nelle situazioni di semplice lavoro autonomo ma nessuna interpretazione o modifica ufficiale è arrivata in questo senso.

PROBLEMATICHE FISCALI
. Il libero professionista difficilmente riesce a dedurre i costi inerenti la sua attività, non lavora in nero, ha una responsabilità diretta nelle prestazioni che svolge. In sintesi i problemi da affrontare riguardano:

-  la separazione tra bilancio aziendale e bilancio familiare, come avviene per le imprese;
-  la deducibilità dei costi sostenuti per l’attività con la definizione di criteri e % oggettivi, (oggi spesso legati ad interpretazioni, come ad esempio i costi dell’auto o le spese di rappresentanza);
- la deducibilità dei costi assicurativi e di pensioni integrative (che non può essere equiparata a quella delle persone fisiche);
-  l’inesistenza di sistemi di welfare per gravi crisi di settore.

STUDI DI SETTORE
. Gli studi di settore, studi sui diversi settori economici che vengono utilizzati come base per l’accertamento dei redditi e dei corrispettivi per imprenditori e liberi professionisti, sono nati nel 1998 per “costringere” le aziende a non fare dichiarazioni di guadagni troppo assurdamente basse rispetto al mercato: sono nati, insomma, partendo dal presupposto che le aziende quando possono tendono ad evadere. Ma l'impressione è una sola: una confusione nata per costringere le aziende e i professionisti a “non fare i furbi”, ma che getta sempre di più nello sconforto coloro che furbi non sono ma che semplicemente subiscono, per motivi vari, crisi momentanee o anni di cali di guadagno o maggiori spese. Questa azione vessatoria colpisce particolarmente il professionista che per essere congruo si trova a dover dichiarare o minori costi o maggiori ricavi per percentuali elevate rispetto alla realtà.

PREVIDENZA
. Occorre individuare azioni di welfare specifiche per il lavoro autonomo inerenti la malattia, l’infortunio, la maternità, la sospensione di attività per crisi settoriale. Occorre anche pensare a sistemi di integrazione pensionistica attraverso il sistema privato con la deducibilità totale dei costi. Occorre infine migliore e semplificare le procedure per l’unificazione dei contributi versati da dipendenti, da liberi professionisti, da impresa.

FORMAZIONE
. La formazione e l’aggiornamento continuo è una delle prerogative di queste figure professionali che fanno della conoscenza e della competenza l’elemento chiave della loro professionalità e competitività. L’accesso ai contributi pubblici per la formazione dovrebbe pertanto essere fortemente privilegiato, mentre oggi le partite IVA sono quasi totalmente escluse da questi benefici.

 

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