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01 Dic 2010
no_plastica.jpgArrivano le nuove buste biodegradabili e tornano di moda le “sporte” della nonna.
Comincia il conto alla rovescia che porterà al definitivo divieto di utilizzare o fornire sacchetti di polietilene (PE) per il trasporto delle merci o per contenere i rifiuti solidi urbani, come siamo ormai abituati a vedere quotidianamente. Anche l’Italia quindi si adegua alle normative europee che mettono al bando le buste per la spesa in plastica già dal primo Gennaio 2010, scadenza in seguito prorogata di un anno per permettere a produttori, esercenti e consumatori di adeguarsi alle nuove regole.
Chiamate anche “shopper”, le buste della spesa in plastica saranno ancora disponibili fino a dicembre 2010 per permettere l’esaurimento delle scorte e poi definitivamente vietate dal primo di gennaio 2011.

L’azione è volta a salvaguardare l’ambiente e a promuovere attività finalizzate alla riduzione dei rifiuti. Ogni anno in Italia infatti vengono distribuite agli acquirenti quantità esorbitanti di shopper in PE, stimate in 260.000 tonnellate di polietilene, di cui il 28% diventa rifiuto.

I vecchi sacchetti di plastica non sono infatti biodegradabili e il loro abbandono indiscriminato nell’ambiente terrestre, fluviale e lacuale, determina costi di bonifica ingenti in capo alle singole amministrazioni competenti, nonché un rilevante danno ambientale.
Per questo motivo a questi shopper inquinanti subentreranno nuovi sacchetti: o le tradizionali “sporte” in stoffa o altro materiale a lunga durata, oppure nuove buste biodegradabili in mais e olio di girasole, leggermente meno resistenti di quelli in polietilene, ma assolutamente non dannose per l’ambiente, interamente compostabili, quindi utilizzabili come contenitori per la raccolta  differenziata.

L’entrata in vigore di questo divieto, se non opportunamente programmata, potrebbe però comportare inevitabili ripercussioni negative sulla rete commerciale di vendita, sia per la grande distribuzione, che per il commercio al dettaglio.
Pertanto il comune di Padova intende vietare già dal 1 dicembre 2010 agli esercizi commerciali, artigianali e di somministrazione di alimenti e bevande e ai produttori agricoli che effettuano vendita al dettaglio sui mercati cittadini, la distribuzione ai consumatori di sacchetti non biodegradabili che non rispondono agli standard della normativa, salvo esaurimento delle scorte.
Il Comune di Padova e le associazioni di categoria, compresa Confesercenti, si impegnano reciprocamente a promuovere attività di sensibilizzazione dei cittadini, delle imprese associate e dei consumatori, al fine di modificare le abitudini ambientali e giungere alla diminuzione dell’uso e consumo della plastica fino alla completa eliminazione degli shopper in polietilene.
Un provvedimento quindi che fa bene all’ambiente e che avrà ricadute positive sul ciclo dello smaltimento dei rifiuti.

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