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01 Feb 2012

1_sala_conferenza_12.12.jpgCon il nuovo redditometro (da giugno) con l'obbligo di pagamenti tracciabili per importi pari o superiori a 1.000 euro, con la comunicazione dei movimenti bancari (dal 1°gennaio) e con lo spesometro (dal 2011) per vendite superiori ai 3.000 o 3.600 (con iva inclusa), l'Amministrazione Finanziaria si dota di una serie di strumenti di controllo delle capacità di spesa dei contribuenti. E' una sorta di grande fratello del fisco, commenta Nicola Rossi

Con il 2012 si avvia a pieno regime un coordinato meccanismo di controllo delle capacità di spesa di ongi singolo contribuente che parte dal presupposto concreto che se i soldi vengono spesi devono essere entrati.
Si tratta di una serie di provvediemnti che intervengono per verificare lo scostamento della capacità di spesa di una persona rispetto alla dichiarazione dei redditi. In altri termini se il risultato del redditometro (reddito presunto) è superiore di oltre il 20% di quello dichiarato scattano le procedure accertative.

Con lo spesometro si mira ad alimentare la quantita di notizie in possesso del fisco come pure con la comunicazione dei movimenti bancari di tutti i soggetti (imprese e privati) mentre con il divieto di trasferimenti di denaro in contante per importi pari o superiori ai 1.000 si impone l'obbligo della tracciabilità di tutti i movimenti economici di un soggetto.

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