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22 Mar 2012
conf_rete_2.jpgNicola Rossi - Portavoce R.ete Imprese Italia Padova. Le PMI stanno affrontando un 2012 in forte salita e non solo per le difficoltà economiche, non solo per la tangibile diminuzione di credito, non solo per il calo dei consumi, non solo per la stagnazione del mercato interno, non solo per il mancato avvio nella realizzazione di infrastrutture, non solo per i mancati pagamenti da parti degli Enti Pubblici.
Sarà un 2012 in dura salita anche, se non soprattutto, per la crescente pressione fiscale che si abbatterà da giugno in poi sulle PMI:
l’introduzione dell’IMU, l’aumento dell’aliquota dei contributi previdenziali per titolari e collaboratori, incremento dell’aliquota iva ordinaria e intermedia, l’aumento dell’addizionale IRPEF regionale, la tassa sui rifiuti, le accise.
Si tratta di tuta una serie di aumenti impositivi che costerà ad un piccolo imprenditore dai 3.500 ai 5.000 euro all’anno.

conf_stampa_rete.jpgRicordo rapidamente:
  • innalzamento delle aliquote IVA; è ovvio che per mitigare la caduta dei consumi delle famiglie a seguito dell’aumento (certo) delle aliquote le pmi assorbiranno parte degli aumenti;
  • aumento dell’aliquota di contributi per artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome dell’INPS con un aggravio che andrà dai 400 euro del 2012 ai 1200 euro del 2013.
  • il settore turistico, la punta di diamante del nostro sistema economico, sarà doppiamente penalizzato: tassa di soggiorno e aumento dell’aliquota IVA intermedia, peseranno in modo negativo sulla competitività del nostro sistema ricettivo. La media Ue delle aliquote IVA su alberghi è dell’8,3%, dal 2014 quella italiana sarà del 12,5% sia negli alberghi che nei ristoranti.
  • eliminazione del regime dei minimi che dal 2012 sarà riservato solo ai giovani sotto i 35 anni e le start-up. Saranno oltre 2.000 le piccole aziende della provincia costrette a passare al regime semplificato con aggravio dei costi.
  • aumenterà la tassa sui rifiuti (si prevede 1 miliardo di incremento a livello nazionale)
  • sono ben noti gli effetti dell’aumento delle accise sul prezzo dei carburanti.

E arriviamo alla grande novità: l’Imposta Municipale Unica (IMU).
L’IMU, già prevista nel decreto di febbraio 2011 ed allora presentatoci come grande conquista del federalismo municipale, sarà applicata già dal 2012 grazie alla manovra “Salva Italia”. Le conseguenze per le imprese saranno particolarmente gravose.
  1. modalità di decisione dell’aliquota: i comuni potranno deciderla entro il 30 di giugno, mentre le imprese dovranno versare la prima rata entro il 16 giugno, quindi dovranno con la seconda rata adeguare l’importo alle decisioni comunali.
  2. l’aliquota applicata: i comuni possono decidere di aumentare o diminuire l’aliquota standard del 7,6 per mille fino ad un massimo di 3 punti. L’aliquota potrà variare quindi da un minimo del 4,6 ad un massimo del 10,6 per mille. Fino ad oggi sono 13 i comuni capoluogo di provincia che hanno deliberato l’aliquota. Nessuno di questi ha diminuito l’aliquota standard. Trento l’ha aumentata dello 0,023 mentre Roma, Bologna, Firenze l’hanno portata al massimo. Più controllati gli aumenti degli altri comuni come Ferrara, La Spezia, Ravenna, Reggio Emilia.

L’anticipazione dell’IMU penalizzerà in misura particolare gli immobili strumentali delle imprese e delle PMI. Vi concorrono diversi aspetti:
  1. l’elevato aumento della base imponibile delle unità immobiliari classificate nella categoria C1 (negozi e botteghe) che passa dal moltiplicatore 34 al moltiplicatore 55 (+ 62%)
  2. l’aumento dell’aliquota base già fissata al 7,6 x mille a fonte di un’aliquota media della vecchia ICI pari al 6,4 x mille
  3. la difficoltà per i comuni di ridurre l’aliquota base nella misura in cui l’eventuale riduzione graverebbe interamente sulal metà del gettito di competenza comunale, dal momento che l’altra metà resterà inalterata e di competenza erariale

Noi vogliamo ribadire come una politica di recupero delle risorse da parte dei Comuni, esclusivamente a carico delle piccole imprese, si trasforà in un boomerang.
Non possiamo nasconderci che le PMI stanno attraversando un periodo di particolare tensione economica, un ulteriore pesante aggravio di imposte rappresenterà per molte di esse la morte. La chiusura di centinaia di piccole e medie aziende, avrà ulteriori conseguenze negative per l’economia locale con ricadute al ribasso sui prelievi comunali, statali, sui livelli occupazionali e in definitiva sullo stesso tessuto economico del territorio.
In altri termini, c’è un limite a tutto.

Molto piccole imprese non ce la fanno a pagare anche questi incrementi di tassazione.
La corte dei conti ha segnalato come la pressione fiscale abbia raggiunto nel nostro Paese livelli ineguagliati (il 45%). In realtà, per le imprese oneste, che sono la quasi totalità nella nostra provincia, il peso tra imposte, tasse, oneri sociali, burocrazia supera abbondantemente il 50% degli utili. Sono percentuali impossibili che non permettono nessun reinvestimento nella azienda e che ci costringeranno a chiudere.
Per questo abbiamo inviato a tutte le amministrazioni comunali un pressante invito a non vederci come la mucca da mungere, perché da spremere ormai non c’è più nulla, ma di vederci invece come opportunità di crescita e di ripresa per l’economia e indirettamente anche per i loro bilanci.


esempi di possibili applicazioni IMU sulle imprese:  rete_imprese_-_esempi_imu

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