Confesercenti Padova - benvenuto

09 Giu 2009
conf-attivita.jpgLa Legge n.33 del 11.4.2009, ha esteso ad un’ampia platea di soggetti, la possibilità per le imprese di occupare per brevi periodi, personale per attività di lavoro accessorio, senza effettuare pratiche di assunzione ma con iter estremamente semplificato, pagando il lavoratore con ticket/ buoni lavoro, pre acquistati presso l’INPS.
In particolare, è consentito il riconoscimento dei buoni lavoro, da parte di tutte le tipologie di datori di lavoro nei seguenti casi:
  • Lavori domestici;
  • Lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti;
  • Insegnamento privato supplementare;
  • Manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà anche in caso di committente pubblico;
  • Lavori in qualsiasi settore produttivo, svolti il sabato e la domenica e durante i periodi di vacanza da parte di giovani con meno di venticinque anni di età, regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l’università o un istituto scolastico; Attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati, da casalinghe e da giovani studenti di età fino a 25 anni;
  • Attività lavorative nell'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi (non ancora attivo);
  • Consegna porta a porta e vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica;
  • Attività in qualsiasi settore produttivo da parte di pensionati;
  • Attività in qualsiasi settore produttivo da parte di lavoratori cassaintegrati o disoccupati che percepiscono l’indennità di disoccupazione (solo per il 2009).
 
Si evidenzia che rientra nel “lavoro accessorio” l’attività svolta da un lavoratore/lavoratrice che svolga una delle attività di cui sopra e percepisca, con riferimento al medesimo committente, compensi non superiori a 5.000,00 euro nel corso di un anno solare, ad eccezione dei cassaintegrati e disoccupati con indennità che possono percepire un compenso nei limiti di euro 3.000,00.
Le imprese familiari potranno prossimamente utilizzare prestazioni di lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore, nel corso di ciascun anno fiscale a 10000,00 euro.
Il lavoratore in cambio della sua prestazione riceve in pagamento dei “buoni lavoro” che riscuoterà attraverso l’ufficio postale; il compenso è comprensivo della contribuzione assistenziale e previdenziale. Il valore nominale di ogni singolo buono o voucher è pari a 10,00 euro; a fronte di ogni buono, il lavoratore riceve il valore netto del voucher pari a 7,50 euro. E’ il datore di lavoro che definisce con il prestatore la quantità di lavoro alla quale corrispondono i 7,50 euro netti.
 
Le azienda che intendono avvalersi del lavoro accessorio andranno iscritte all'INPS.
In fase di prenotazione dei buoni, l'azienda provvederà al versamento all'INPS del corrispettivo dei voucher, prima dell'inizio della prestazione.
All'INPS andranno successivamente comunicati l'entità della prestazione svolta ed il numero dei buoni spesi.
I buoni non utilizzati possono essere richiesti all'INPS a rimborso.

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