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12 Apr 2013

Dal 17 maggio 2013 possono essere commercializzati, gratuitamente o a pagamento, solo ed esclusivamente i sacchetti rispondenti alle caratteristiche tecniche previste dal decreto attutivo interministeriale Ambiente-Sviluppo economico del 18 marzo u.s ossia:

 

  • sacchi monouso biodegradabili e compostabili, conformi alla norma armonizzata UNI EN 13432:2002 che riportino la dicitura "Sacco biodegradabile e compostabile conforme alla norma UNI EN 13432:2002. Sacco utilizzabile per la raccolta dei rifiuti organici";
  • sacchi riutilizzabili composti da polimeri diversi da quelli di cui sopra che abbiano maniglia esterna alla dimensione utile del sacco con spessore:
  1. superiore ai 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30% destinati all'uso alimentare che riportano la dicitura "Sacco riutilizzabile con spessore superiore ai 200 micron – per uso alimentare".
  2. superiore ai 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10% se non destinati all'uso alimentare che riportano la dicitura "Sacco riutilizzabile con spessore superiore ai 100 micron – per uso non alimentare";
  • sacchi riutilizzabili composti da polimeri diversi da quelli monouso che abbiano maniglia interna alla dimensione utile del sacco con spessore:
  1. superiore ai 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30% se destinati all'uso alimentare che riportano la dicitura "Sacco riutilizzabile con spessore superiore ai 100 micron – per uso alimentare".
  2. superiore ai 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10% se non destinati all'uso alimentare che riportano la dicitura "Sacco riutilizzabile con spessore superiore ai 60 micron – per uso non alimentare";
  • Sacchi riutilizzabili per l'asporto delle merci realizzati in carta, in tessuti di fibre naturali, in fibre di poliammide e in materiali diversi dai polimeri.

La commercializzazione di sacchetti non conformi a quanto prescritto dal decreto interministeriale viene punita con una sanzione pecuniaria da € 2.500 a € 25.000; all'accertamento della violazione provvedono, d'ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa che presenteranno il relativo rapporto alla CCIAA della provincia nella quale è stata accertata la violazione.

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