Confesercenti Padova - benvenuto

25 Giu 2013

Aumenta il surplus della bilancia commerciale italiana extra-Ue a maggio. Bene le esportazioni, cresciute del 3,2% rispetto al mese precedente, mentre le importazioni registrano una diminuzione dell’1,3%. L’avanzo calcolato dall’Istat si e’ attestato a 3 miliardi di euro, in forte espansione rispetto ai 341 milioni dello stesso mese del 2012.
Il risultato, spiega l’istituto, e’ determinato da un incremento di 1,2 miliardi dell’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici e da una riduzione di 1,4 miliardi del deficit energetico. Nei primi cinque mesi del 2013 il saldo commerciale con i paesi extra Ue e’ pari a +5,5 miliardi a fronte di un disavanzo di 6,7 miliardi nello stesso periodo del 2012.


La crescita congiunturale dell’export interessa l’energia (+20,3%), i beni strumentali (+8,2%) e, in misura molto piu’ lieve, i beni di consumo non durevoli (+0,5%). I beni di consumo durevoli (-3,6%) e i prodotti intermedi (-2,7%) sono invece in calo. Dal lato dell’import la flessione congiunturale coinvolge i prodotti intermedi (-4,0%) e l’energia (-3,3%), mentre i beni strumentali (+7,0%) e i beni di consumo (+0,6%) si presentano in crescita.

Nell’ultimo trimestre la contenuta flessione congiunturale delle esportazioni (-0,2%) e’ determinata dall’energia (-13,7%) e dai prodotti intermedi (-2,2%). Nello stesso periodo, la significativa flessione congiunturale degli acquisti dall’estero (-5,4%) e’ spiegata dalla forte contrazione dell’import di energia (-10,1%) e dei prodotti intermedi (-5,0%).

Il lieve aumento tendenziale delle esportazioni (+0,7%) coinvolge tutti i principali comparti, eccetto l’energia (-21,3%) e i prodotti intermedi (-2,9%). Le importazioni registrano invece una marcata e diffusa flessione tendenziale (-15,5%), con cali particolarmente
rilevanti per l’energia (-26,2%). I mercati piu’ dinamici all’export sono: Giappone (+19,9%), Russia (+14,2%), Mercosur (+11,9%), Asean (+11,5%) e Cina (+10,9%). Svizzera (-15,7%) e Stati Uniti (-5,6%) sono invece in marcata flessione. La diminuzione delle importazioni e’ particolarmente rilevante dai paesi Opec (-40,5%), dai paesi Mercosur (-16,2%) e dalla Cina (-15,5%).

Archivio