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23 Apr 2014

LOGO LIBERALADOMENICADire che le vendite a Pasquetta sono andate con il vento in poppa, ci sembra francamente eccessivo, dichiara Nicola Rossi.
Fare shopping nei giorni di festa non sembra essere l’opzione preferita dai Padovani. Un’opportunità che ha interessato solo 2 padovani su 10  (che hanno fatto acquisti nei giorni festivi Pasquetta, o li faranno il 25 aprile e 1 maggio).

 

Questo è quanto emerso da un sondaggio condotto da Confesercenti-SWG sui consumatori italiani, per vagliarne le intenzioni di acquisto nelle festività, e che viene confermato dall’andamento di questi due giorni, dichiara Nicola Rossi, Presidente della Confesercenti Padovana.

Nonostante le aperture annunciate, meno del 15% ha aperto e non sembra che sia andata così bene. I picchi di affluenza si sono riscontrati in due orari, dalle 11.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 18.00, proprio nei momenti in cui i tempo è peggiorato.

Sicuramente molta gente è entrata nei centri commerciali, complice il mal tempo che ha interessato soprattutto il giorno di pasquetta, ma pochi sono usciti con sacchetti degli acquisti.

Ricordiamo che gli acquisti spalmati in questi giorni significano pochi affari per i prossimi giorni e non un aumento; alle famiglie italiane mancano le disponibilità economiche, non le occasioni per spendere, continua Rossi.

Purtroppo da quando è entrato in vigore il provvedimento sulle liberalizzazioni varato dal Governo Monti a gennaio 2012, abbiamo riscontrato un tracollo delle vendite (-8,5% al netto dell’inflazione) e registrato100mila occupati in meno nel commercio tra il 2013 e il 2012.

La torta complessiva dei consumi non è aumentata ma si è ingrandita la ‘fetta’ della grande distribuzione, a scapito dei negozi di vicinato e delle PMI del commercio, che non possono rimanere aperti 365 giorni l’anno, 24 ore su 24.

Rilanciamo quindi un appello ai cittadini: per il 25 aprile e il primo maggio andate a fare un gita fuori porta o a mangiare in uno dei nostri meravigliosi ristoranti, come fatto per Pasquetta, piuttosto che chiudervi in un centro commerciale!

Per quanto riguarda noi, conclude Rossi, continueremo la campagna in parlamento, iniziata con la raccolta di 150.000 firme per Libera la Domenica , affinché sia apportata la modifica alla Legge Monti e sia ridata alle Regioni ed ai Comuni il potere decisionale in merito agli orari di apertura dei negozi.

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