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11 Mar 2015

SPACCATA 1.165 atti criminosi contro commercianti ed esercenti nel 2014. Erano 1053 nel 2013.
Il mese peggiore marzo con 151 atti criminosi rilevati dall’osservatorio (5 al giorno)
Cresce anche il dato della sola città di Padova dai 484 del 2013 ai 509 del 2014.

CONTINUA L’ALLARME CRIMINALITA’ PER LE IMPRESE
Sono 1.165 gli atti criminosi contro le attività economiche censiti nella provincia nel corso del 2014 , 112 in più rispetto al 2013.
Nessuna area della provincia è immune dal fenomeno.

I più colpiti, in numeri totali, sono sicuramente Padova ed i comuni della cintura con ben 787 atti censiti (+67) rispetto al 2013, ma non sono immuni neanche l’alta Padovana o l’area del Conselvano e Piovese.

I dati raccolti dall’Osservatorio Economico della Confesercenti confermano la tendenza del 2013, dichiara Nicola Rossi Presidente Confesercenti: ma impennata di piccoli furti nei negozi (47,6%) e nei bar (20,5%)

Per quanto riguarda i singoli settori abbiamo in crescita i bar (+25) i negozi di abbigliamento (+33) le farmacie le tabaccherie, i ristoranti e le attività turistiche, spariscono i furti nei confronti dei negozi compro oro.

Ad entrare in azione sono soprattutto piccole bande sia straniere che italiane o in alcuni casi addirittura ladri solitari. Alcuni soci, commenta il Presidente Rossi, parlano di una sorta di criminalità viaggiante, che rimane nel territorio qualche settimana, compie furti e poi sparisce. In molti casi, soprattutto per gioiellerie e abbigliamento si tratta di furti su commissione.

La risposta delle forze dell’ordine si è dimostrata all’altezza della minaccia, continua Rossi, con un crescente numero delle persone denunciate per avere compiuto il crimine. Sono numerosi gli interventi sia di prevenzione che di denuncia effettuati dalle forze dell’ordine in provincia.
Purtroppo, nonostante questa efficienza, cresce l’allarmismo tra i cittadini e tra gli imprenditori.

Non ci stancheremo mai, continua Rossi, di raccomandare ai nostro associati l’adozione di misure di prevenzione (sistemi di sicurezza, video sorveglianza, allarmi, porte e finestre allarmate, accordi con istituti di vigilanza ecc. ma anche presidi di amici e di vicini, bene anche le esperienze di Albignasego) come al pari continueremo ad invitare ad evitare il possesso e l’utilizzo di armi, cosa che si è sempre dimostrata essere drammatica .

I dati dell’Osservatorio provinciale della Confesercenti, continua Rossi, sono il frutto di segnalazioni che arrivano dai una rete di circa 30 osservatori nel territorio e sono indicativi di come si modifica l’intervento criminoso di questa criminalità diffusa, imprevedibile, che colpisce in modo occasionale.

La situazione di crisi economica diffusa si fa sentire in modo pesante nelle statistiche del nostro osservatorio sulla criminalità, continua Rossi, è indubbio che in molti casi i tentativi di furto ed i furtarelli sono opera di sbandati senza arte e ne parte ma proprio per questo particolarmente pericolosi.

Non smetteremo, chiude il Presidente Rossi di continuare ad indicare come la maggiore responsabilità stia nella mancanza della certezza della pena. Non possiamo continuare a chiedere ai nostri commercianti di denunciare i malavitosi, di segnalarli se poi dopo che li hanno denunciati corrono il rischio di trovarseli davanti al negozio. Non si può continuare con gli Agenti di Polizia e i carabinieri che arrestano spacciatori e malavitosi e poi, come successo all’inizio di febbraio proprio a Padova, il Giudice li libera (parlo del cittadini Libico che ha ferito due carabinieri e immediatamente condannato e liberato dal Giudice).

Infine, chiude Rossi, consiglio a tutti i commercianti, di adottare le regole elementari previste dal decalogo sulla sicurezza nei negozi elaborato dalla Questura di Padova in collaborazione con la Confesercenti.

n.b. l’osservatorio sicurezza della Confesercenti raccoglie i dati attraverso una propria rete nel territorio, non si basa quindi sulle denunce presentate agli organi di polizia bensì è basato sulle indicazioni e le segnalazioni di una rete di commercianti (28 distribuiti in tutto il territorio della provincia) che raccolgono le notizie direttamente dal territorio.

IL DECALOGO CONFESERCENTI SULLA SICUREZZA

  • certezza della pena : occorre modificare l’attuale legislazione incrementando la condanna anche per reati minori se ripetuti, occorre potenziare i controlli prima di concedere sconti di pena o permessi di uscita
  • potenziamento della presenza della forze dell’ordine: è un nodo fondamentale l’incremento della presenza discrezionale delle forze dell’ordine come sensazione di sicurezza per gli operatori commerciali, gli esercenti gli artigiani, in questo senso va condiviso l’utilizzo dell’esercito come deterrente ed anzi andrebbe potenziata la presenza nella città ed in alcuni comuni della provincia
  • Poliziotto di quartiere: Secondo un recente sondaggio dell’osservatorio confesercenti è richiesto dal 64% dei commercianti ed è visto come risposta al bisogno di tranquillità e come strumento di prevenzione, a Padova è già stato introdotto in alcune zone (Guizza ad esempio) ma occorre una maggiore diffusione di questa figura e soprattutto una maggiore conoscenza ;
  • sistemi di video sorveglianza: la presenza di video camere anche al di fuori delle attività è cresciuta moltissimo in questi ultimi 10 anni creando una sorta di rete pubblico/ privato che permette di aprire centinaia di occhi contro il crimine in tutta la città. Occorre ovviamente che queste video camere non siano un mero strumento di registrazione delle immagini ma diventino un vero e proprio strumento di prevenzione attraverso il loro collegamento con le forze di polizia locale e le forze dell’ordine. Questo è uno dei punti più delicati e che devono trovare soluzioni anche in relazione alle leggi sulla privacy.
  • Potenziamento delle convenzioni con istituti privati di vigilanza: è uno strumento che va sempre più utilizzato in forma consortile nella difesa del patrimonio, attraverso convenzioni comuni, sia come presenza fisica sia come strumento di controllo nella video sorveglianza ( dove previsto dalle norme legislative) .
  • Formazione per gli operatori : sicurezza è anche capacità di affrontare le situazione critiche da parte dei singoli operatori, in questo senso l’avvio di attività formative in grado di trasferire conoscenze di comportamento possono aiutare molto.
  • Le vie della sicurezza: rilancio di azioni di solidarietà collettiva con il coinvolgimento delle attività commerciali di una via o di una piazza attraverso sistemi di ‘collaborazione’.
  • Azzerare i costi per i pagamenti con forme elettroniche: (carte di credito, bancomat, carte prepagate ecc.) attraverso la stipula di convenzioni che mirino ad un drastico abbassamento dei costi di intermediazione, pensiamo ai benzinai o ai tabaccai che hanno costi per la singola operazione di quasi 1 euro;

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