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29 Dic 2015

Nicola Rossi natalePER 6 COMMERCIANTI SU 10 VENDITE AL +10%
Era nell’aria, il nostro Osservatorio Economico lo aveva preannunciato ai primi di dicembre: il Natale 2015 sarebbe stato per i commercianti Padovani un Natale di rilancio, inoltre avevamo previsto che il grosso delle vendite si sarebbe fatto nell’ultima settimana.
Sia chiaro, dichiara il Presidente Nicola Rossi, si tratta delle prime indicazioni che scaturiscono da una settimana in cui le vendite sono andate bene per un grande numero di commercianti. I conti definitivi potremmo farli verso i primi di gennaio.
In ogni caso, prosegue Rossi, la situazione delle vendite al dettaglio sembra, finalmente, avere preso la strada della crescita.
Non neghiamo, prosegue Rossi, che nei primi 15 giorni di dicembre le vendite segnavano il passo in molti settori. Tanta gente nei centri commerciali, nei centri storici, nei mercatini ma pochi affari fino a domenica 13 dicembre. Le cose hanno cominciato a cambiare nella settimana tra il 13 ed il 18 per esplodere da Sabato 19 a giovedì 24 dicembre.


In alcuni casi i commercianti ci indicano incrementi superiori al 15% nell’arco del mese di dicembre.

natale padova nSi tratta di un’indicazione positiva che dobbiamo saper cogliere fino in fondo, continua Rossi, ma questo non ci deve far pensare che le difficoltà sono terminate. Nonostante il recupero delle vendite al dettaglio che mediamente si assesterà tra il 5 al 10% nel mese di dicembre il 2015 si chiuderà con un leggero incremento rispetto al 2014 mentre rispetto all’inizio della crisi (2008) la perdita continua ad esserci ed in molti settori sfiora il 20%.

Per quanto riguarda i settori merceologici:
Alimentare: un più 10% per i prodotti tradizionali (pandoro, panettoni, torroni ecc.), più 5% nei vini, stabili le carni, salumi, più 10% nei formaggi e latticini
Abbigliamento e moda: arrivano segnali positivi nonostante il fatto che quasi tutte le vendite sono state falsate dalle oramai tradizionale campagne di sconti anticipate portate avanti dalle strutture della grande distribuzione o delle catene. Un più 5% nell’abbigliamento, stazionarie le calzature, un più 5% nell’intimo e negli accessori, se ha sofferto l’oreficeria (come nel 2014) sono stai premiati argenteria bigiotteria.
Non alimentare, escluso moda ed abbigliamento: male gli elettrodomestici – 5%, bene i giocattoli con un + 10%, bene le fiorerie +5% e le profumerie +10%.

Per quanto riguarda le strutture di vendita:
Bene i negozi nei centri storici: la metà degli intervistati dichiara un incremento delle vendite superiore al 5%
Meno bene nei quartieri e nelle aree urbane dove le vendite di assestano ad un stazionario rispetto al 2014
Benissimo i mercatini con un più 10%

Enzo Tuis ANVAEnzo Tuis, Presidente degli ambulanti Anva Confesercenti, è soddisfatto. Era partita male, nelle prime settimane di avvio delle fiere natalizie e dei mercatini straordinari, le vendite non erano assolutamente andate bene, ma negli ultimi 15 giorni abbiamo abbondantemente recuperato e superato il dato del 2014. Incremento di un +10% soprattutto nell’ultima settimana.
Nel settore degli accessori di abbigliamento molti soci dichiarano un incremento superiore al 15%, come nell’intimo ma anche nella maglieria e nella camiceria si segnala un incremento del 10% .
In difficoltà i mercati più piccoli e quelli periferici che hanno sofferto la concorrenza delle altre strutture.

Fin Vinicia, referente settore profumeria di Confesercenti: Finalmente un Natale che anche nelle vendite si fa sentire. Erano anni che nel nostro settore sembrava che le feste non funzionassero più, sembrava sparita la festa di San Valentino ed il Natale, sembrava che la profumeria fosse sparita dai doni sotto l’albero. Quest’anno non è stato così.

Anche nel settore dei generi alimentari  buone le vendite per tutto il periodo, con un aumento di circa +10% per la vendita di prodotti di gastronomia.

Guardiamo con soddisfazione, chiude il Presidente Rossi, i risultati del Natale ma attenzione a non illuderci che bastino mercatini e manifestazioni per rilanciare i consumi: occorre una politica che ridia fiato alle famiglie e fiducia alle imprese. Senza questi interventi le soddisfazioni del Natale rimarranno un memento e basta.

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