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12 Dic 2016

etichetta Dal 14/12/2016 entrerà in vigore l’etichettatura nutrizionale ai sensi del Reg.(UE) 1169/11, per gli alimenti preimballati. Lo stesso regolamento UE 1169/11, nell’allegato V, esonera dall’obbligo di tabella nutrizionale al punto 19: gli alimenti, anche confezionati in maniera artigianale, forniti direttamente dal fabbricante di piccole quantità di prodotti al consumatore finale o a strutture locali di vendita al dettaglio che forniscono direttamente al consumatore finale.”


Come viene descritto nella Circolare del 16.11.2016, anche gli stessi Reg.CE 852 e 853/2004, relativi alle norme specifiche in materia di igiene degli alimenti e di origine alimentare aveva introdotto una deroga all’applicazione degli stessi regolamenti analoga a quella riportata dell’allegato V del Reg. UE 1169/2011. Le esenzioni sono quindi per:
1. Alimenti artigianali (vedi circolare per definizioni) / Microimprese deroga per le imprese che hanno le caratteristiche seguenti: “meno di 10 dipendenti e un fatturato (la quantità di denaro ricavato in un periodo specifico) o bilancio (un prospetto delle attività e delle passività di una società) annuo inferiore ai 2 milioni di euro“. Alimenti forniti direttamente, di piccole quantità (quindi relativi a produzioni che siano di aziende che sono definite “microimprese”, come sopra definite), utilizzando anche canali distributivi come ecommerce e/o consegne e/o vendite a distanza e che abbiano una funzione sociale di servizio, a favore di categorie di soggetti non in grado di provvedere autonomamente (come gli anziani, quota consistente della popolazione italiana) sono anche esse esenti da etichetta nutrizionale.

2. Fornitura diretta anche mediante spacci aziendali, mercati locali, bancarelle, sagre “e ogni forma di somministrazione“, senza intermediazione di operatori diversi dal produttore. La fornitura diretta può essere quindi effettuata in strutture locali al dettaglio. La stessa circolare definisce il “livello locale”.

3. Per livello locale è convenzionalmente accettata, in linea con la distribuzione “moderna” la suddivisione “Nielsen”, per definire l’indicazione di “Province contermini” e cioè in 4 aree geografiche di mercato “omogenee”.

– Area 1: Piemonte, Val d’Aosta, Liguria, Lombardia,
– Area 2: Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna,
– Area 3: Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna,
– Area 4: Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia.

Si ritiene che sia comunque necessario da parte del Ministero, dare delle indicazioni più precise in tal senso (attraverso altre circolari ministeriali o attraverso circolari/pareri emanati da Ulss territoriali), in modo da evitare eventuali contestazioni. E’ presumibile che un’azienda che si trovi più vicino al confine regionale, sia più indirizzata e agevolata nel vendere i propri prodotti nella provincia vicina facente parte di un’altra regione. Potrebbe essere il caso di un’azienda di Verona, che venda i propri prodotti in Lombardia a Brescia (da Area 2 ad Area 1). In questo senso si presume, che si possa parlare anche qui di “province contermini”.

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