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04 Gen 2017

AbbigliamentoSaldi invernali 2017 al via. Da giovedì 5 gennaio sono pronti a partire, nella città di Padova tra negozi fissi e nei mercati del settore moda, circa 800 attività. Saranno invece più di 1.900 in tutta la provincia.
Quest’anno lo spirito è quello di recuperare un andamento delle vendite natalizie che, seppur non deludente, non ha visto grandi incrementi.
“Come sappiamo, i saldi rappresentano un’occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Nicola Rossi, Presidente di Confesercenti. “Secondo le nostre stime elaborate in base alle intenzioni di acquisto, possono valere potenzialmente 88 milioni di euro nella nostra provincia, per una spesa media di circa 370 euro a famiglia, in calo rispetto alla spesa media per i saldi invernali 2016 di circa il 7%. Sicuramente, nonostante il calo, si tratta di una boccata d’ossigeno per un settore che non è ancora uscito dalla crisi”.

“Sottolineiamo che questo Natale 2016 caratterizzato da un clima molto mite, non ha dato la spinta attesa alle vendite stagionali, e visto che le condizioni del tempo non hanno invogliato all’acquisto di capi invernali, i clienti dei prossimi saldi avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo scontato.

Per chi ama l’abbigliamento i saldi sono meglio del Black Friday, continua Rossi, anche perché le vendite di fine stagione non sono semplici promozioni. Le prime sono infatti strategie di marketing, spesso aggressive e furbette, per attirare clienti con sconti, a volte fasulli. Le vendite di fine stagione, invece, sono un evento completamente differente: sono infatti effettuate su prodotti di carattere stagionale o articoli di moda già in assortimento nei negozi, suscettibili, entro un certo periodo di tempo, di deprezzamento. La riduzione dei prezzi per i consumatori, dunque, è mediamente più elevata rispetto ad eventi promozionali come il Black Friday. Durante i saldi i consumatori possono comprare articoli di qualità a costi realmente inferiori a quelli iniziali. Ma perché il meccanismo dei saldi funzioni correttamente, c’è bisogno di ripristinare un quadro di regole certe e porre fine alla confusione nel settore. Servono controlli per bloccare i pre-saldi illegali e per fermare le pubblicità ingannevoli, che fanno passare la promozione di prodotti che non hanno alcuna stagionalità per vendite di fine stagione. I saldi sono uno strumento utile a consumatori e a imprese, vanno tutelati”.

“Purtroppo la normativa sulle vendite straordinarie e sui saldi è molto farraginosa e lascia aperte numerose possibilità di eluderla in particolare per quanto riguarda il divieto di fare promozioni nei 30 giorni precedenti. Tutto questo ha fatto si, continua Rossi, che i saldi hanno perso un po' del loro fascino e per rilanciarli sarà necessaria una profonda modifica legislativa e cioè:
- L’inizio: quelli invernali non prima della fine di gennaio e quelli estivi non prima della fine di luglio;
- La durata: inutile prevedere una durata di 60 giorni. La durata deve essere limitata a due/tre settimane permettendo cosi di concentrare l’impegno dei commercianti e soprattutto di ridare ai Saldi di fine stagione delle caratteristiche di vera occasionalità;
- Il divieto assoluto di effettuare qualsiasi promozione (di ogni tipo) nei 45 giorni precedenti;
- Il monitoraggio e la verifica sulla effettiva applicazione degli sconti;

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