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05 Gen 2018

Dopo quattro giorni dall'introduzione della normativa, continua la grande incertezza fra commercianti e consumatori sull'obbligo di usare i soli sacchetti ultraleggeri biodegradabili a pagamento per pesare e prezzare le merci sfuse o comunque usati per la circolazione delle merci.
Occorre ricordare che i sacchetti usati per il trasporto delle merci sono (in Italia) obbligatoriamente biodegradabili ed a pagamento da anni. (sono quelle borsette di materiale biodegradabile che a volte ci vengono vendute alla cassa dei negozi sia di alimentari che non alimentari) L'Italia è stata uno dei primi stati in Europa ad adottare questa norma seguita poi da tutti gli altri stati europei.


La novità in vigore dal 1° gennaio impone che anche i sacchetti ultraleggeri usati per pesare e prezzare i prodotti alimentari sfusi (frutta e verdura, pesce ecc.), soprattutto nei reparti self service di super e ipermercati, oppure nei negozi non alimentari (farmacie, bigiotterie ecc.) siano biodegradabili e compostabili ed obbligatoriamente a pagamento.
Fino ad ora, questi sacchetti ultraleggeri potevano anche non essere biodegradabili e compostabili
Ripetiamo però che l'uso di questi sacchetti è strettamente collegato al sistema di self service nei reparti alimentari di super e ipermercati che forniscono guanto e sacchetto.
Per motivi igienici la legge vieta il riutilizzo dei nuovi sacchetti ultraleggeri anche se biodegradabili.
Dobbiamo sottolineare, dichiara il Presidente Rossi, come ad oggi nella quasi totalità dei negozi di vicinato e nei banchi dei mercati , i prodotti alimentari sfusi siano serviti direttamente dal personale e su buste di carta, senza alcun onere quindi per i consumatori.
Inoltre, continua Rossi, le borse per il trasporto delle merci, di carta o di altro materiale biodegradabile ecc. possono essere tranquillamente riutilizzabili per il trasporto della merce _ E' il caso delle tante borse pesanti, con manici esterni, che abbiamo comperato o in qualche negozio o nei supermercati.
Da qualche parte si afferma che i sacchetti ultraleggeri hanno un costo fisso di due centesimi. Non esiste nessuna legge che imponga il prezzo dei sacchetti e lo stesso viene determinato sulla scorta del costo di acquisto ed in alcuni casi venduto al consumatore sottocosto. (Una norma provvisoria permette la deroga alla legge sulle vendite sottocosto). La norma dice semplicemente: «Le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d'acquisto delle merci o dei prodotti imballati».
Si afferma che adesso il consumatore pagherà oltre al prezzo della busta nella pesata della merce contenuta anche il sacchetto di plastica. Ricordiamo che la legge per la vendita a peso netto impone che le bilance siano tarate in modo da escludere il peso della tara per tutte le merci vendute a unità di peso – ci sono norme tecniche precise per le bilance destinate a pesare prodotti alimentari sfusi.
Ancora una volta, chiude Rossi, si dimostra come il vero amico dei consumatori sia sempre di più il negozio di vicinato o il banco del mercato. Anche in questo caso rivolgetevi al vostro amico commerciante per risolvere ogni dubbio.

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