• slide 1d
  • slide contab
  • SLIDE LAVORO
  • slide sviluppo2
  • Slide Credito
  • slide sicurezza1
  • slide comfidi

Confesercenti Padova - benvenuto

20 Feb 2018

Dal Gazzettino di Sabato 17 febbraio, di Gabriele Pipia

MONSELICE C'è lo storico macellaio che lavora da trent'anni nella bottega di famiglia, e accanto c'è il giovane imprenditore che ha appena aperto un negozio informatico. C'è il vecchio orologiaio che storce il naso perché non fa più gli affari di una volta, ma anche il negoziante che invece sorride vendendo borse e accessori da viaggio. Tutti assieme vanno a comporre il grande puzzle del commercio in provincia di Padova: parliamo di 9.500 punti vendita, escludendo le oltre quattromila attività commerciali della città capoluogo.
Un numero importante, rimasto stabile nell'ultimo decennio nonostante la crisi, che porta Confesercenti Padova a delineare un quadro certamente positivo. Il volume d'affari complessivo è di oltre 5 miliardi di euro, con un -7% rispetto a dieci anni prima. «Siamo la prima provincia veneta assieme a Verona, e siamo stati tra le prime dieci province italiane per capacità di reazione e di riorganizzazione dopo la crisi», rimarca il direttore Maurizio Francescon.
Gli occupati in provincia sono quasi 55 mila, escludendo la città del Santo. Un dato relativo agli ultimi sei anni, però, è preoccupante. «Su 10 attività che hanno aperto - spiega il direttore - la metà ha chiuso entro tre anni. Il turn-over è costante». In provincia, sempre escludendo Padova, troviamo pure 1.104 attività ristorative e 2.636 bar (di cui un terzo con cucina interna).
LE ZONE
Concentriamoci ora sul commercio zona per zona. La città di Padova fa la voce grossa con il 30% delle attività commerciali, troviamo a seguire la zona centrale della provincia con il 16% dei punti vendita.
Per quanto riguarda gli altri comprensori, domina l'Alta Padovana con numeri raddoppiati rispetto alla Bassa: sono circa 1.400 gli esercizi nel Cittadellese (10%), oltre 1.200 quelle per il Monselicense e per il Camposampierese (entrambe al 9%).
Scendendo, in questa particolare classifica troviamo l'area di terme e colli (un migliaio di attività che rappresentano il 7,5% del totale). Seguono il Piovese con quasi 800 punti vendita, il Conselvano con oltre 600, Estense e Montagnanese con circa 500 a testa.
«È sempre stato così - commenta il direttore Francescon -. La crisi nell'Alta Padovana si è sentita meno e tradizionalmente questa è una zona più fertile per quanto riguarda commercio e industria. Nella Bassa invece ci sono zone soprattutto agricole, come il Conselvano».
I PRODOTTI
Considerando il complesso degli esercizi commerciali del Padovano, notiamo che primeggia il settore moda con oltre 1.900 negozi che rappresentano il 19% del totale. Seguono alimentari (oltre 1.800) e poi edicole, tabacchi e carburanti (quasi un migliaio).
Molti settori merceologici registrano un dato negativo - fa sapere l'associazione di categoria -. Nell'ultimo decennio perdono in modo consistente gli ambulanti (mediamente -6%), edicole e cartolerie (-7%), profumerie (-4%), macellerie (-6%), pescherie, ferramenta, mobilifici e negozi di articoli per la casa (-5%). I dati peggiori riguardano gioiellerie, orologerie (entrambi (-20%) ma soprattutto calzature (-30%).
Crescono invece ortofrutta e soprattutto le pasticcerie con specializzazione nel fresco, nel preparato e nella gastronomia (+20% nel fatturato tra 2016 e 2017). In tutta la provincia salgono anche negozi di abbigliamento per giovani, negozi di biancheria intima, negozi di informatica e telefonia. Numeri confortanti anche dal settore bigiotteria.
«C'è in atto una trasformazione enorme - sottolinea Francescon -. Nella Bassa per esempio continuano a scomparire gli ambulanti anche in quei centri, come Solesino, dove erano moltissimi. Oggi si acquista molto di più in internet (+200% in 10 anni) e cambiano anche i consumi: storicamente hanno sempre primeggiato abbigliamento e alimentari, ora molti giovani imprenditori preferiscono cimentarsi con informatica, telefonia e accessori per il tempo libero. Scompaiono sempre più ditte individuali e compaiono sempre più società di capitali, formate da imprese che si mettono assieme per essere più solide. In ogni caso la ripresa non passa per il singolo negozio, ma per la capacità di un comprensorio di essere attrattivo nel suo complesso. Per questo lavoriamo per creare dei veri e propri Distretti del Commercio. Quelli di Este, Piove di Sacco e Cittadella sono esempi importanti. Il futuro va in quella direzione».

VANTAGGI PER I SOCI

confcard18

CONVENZIONI PER I SOCI

 convenzioni2013

Iscrizione Newsletter

Seguici sui Social

fb.JPG
YouTube logo     seguici twitter logo
instagram logo

Orari per il pubblico

Lunedì - Mercoledì - Giovedì
dalle 9.00 alle 12.30 -   dalle 14.00 alle 18:00

Martedì su appuntamento

Venerdì dalle 9.00 alle 12.30
POMERIGGIO CHIUSO