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  • I PARCHI LETTERARI SI INCONTRANO A FERMO, MARCHE 3 MARZO , FIERA TIPICITÀ'

    In occasione della 26° di www.tipicita.it , rappresentanti dei territori che ospitano alcuni Parchi Letterari del Sud, Centro e Nord Italia si riuniranno a Fermo per raccontarsi e celebrare Leopardi e la Sua Recanati luogo simbolo dell'ispirazione nelle Marche, in Italia e nel mondo intero.
    Il Parco Petrarca con Assoturismo Confesercenti Padova, presente!

    Un viaggio per i Colli Euganei del Petrarca, lungo le bucoliche campagne mantovane di Virgilio, attraverso le montagne abbruzzesi di d'Annunzio. Ma anche i luoghi dell'esilio di Dante, del confino lucano di Carlo Levi e della prigionia calabra di Ernst Bernhard fino all'avvincente e avventuroso viaggio di Pietro Querini oltre il Circolo Polare Artico...

    "Cibo, turismo e manualità sono i tre pilastri che caratterizzeranno la manifestazione per raccontare un vero e proprio modo di vivere all'italiana, ricercando la qualità ed esaltando i "genius loci" nascosti nei piccoli Comuni del territorio." "Tipicità è una porta di accesso verso la nostra terra - afferma il vicesindaco di Fermo Francesco Trasatti - ed è un ponte per la promozione del nostro territorio che viene così conosciuto in tutta Italia e all'estero".

    In questo contesto, unico nel suo genere, I Parchi Letterari, 23 in Italia e 2 in Europa, intendono illustrare ai visitatori di Tipicità l'evoluzione delle comunità locali attraverso la letteratura. Sono i luoghi stessi che comunicano le sensazioni che hanno ispirato tanti autori per le loro opere e viceversa, molte delle più celebri opere letterarie e poetiche, ambientate in luoghi reali legati alla vita di un autore, consentono di reinterpretare il territorio in un equilibrato connubio tra paesaggio, patrimonio culturale e attività economiche, in cui l'esperienza del passato rivela una proposta per il futuro.

    Uno stand dedicato a I Parchi Letterari sarà aperto durante i tre giorni della manifestazione divulgano materiale informativo sui territori coperti dai parchi Letterari.

  • 18/20 MAGGIO, BOLOGNA, BORSA DEL TURISMO DELLE 100 CITTA' D'ARTE D'ITALIA ORGANIZZATA DA CONFESERCENTI

    Da venerdì 18 a domenica 20 maggio 2018, si terra' a Bologna la ventiduesima edizione della Borsa del Turismo delle 100 Città d'Arte d'Italia – Arts and Events 100 Italian Cities, il più importante e consolidato evento italiano di commercializzazione del turismo d'arte e cultura, promossa da Confesercenti col sostegno di ENIT, APT Emilia Romagna, Unione di Prodotto Città d'Arte dell'Emilia-Romagna, Comune di Bologna e Camera di Commercio di Bologna.
    Il 19 maggio si terra' il Workshop internazionale B2B con 80 Tour Operator della domanda straniera e italiana specializzata nel settore che incontreranno, su appuntamenti prefissati, gli imprenditori dell'offerta turistica italiana.

    Da quest'anno, la Borsa si arricchisce di nuovi contenuti, dando uno spazio specifico ai Borghi, lanciati nel 2017 come prodotto turistico e con un brand forte e attrattivo sui mercati turistici internazionali.

    Durante la manifestazione sarà possibile:

    per i seller incontrare i più qualificati buyers nazionali ed internazionali specializzati nell'offerta del prodotto italiano "arte, cultura, enogastronomia";
    per tutte le imprese e addetti ai lavori partecipare a momenti di confronto, approfondimento, aggiornamento, formazione e informazione con esperti del settore della promozione e commercializzazione turistica culturale.

    Per i seller è già possibile effettuare l'iscrizione al workshop che si terrà sabato 19 maggio, approfittando degli sconti previsti e riportati nel modulo di iscrizione e accedendo alla procedura on-line.

    http://www.iniziativeturistiche.it/accredito-online-operatori/

  • 15 MARZO SOLESINO: PARTENZA CORSO SOMM.NE ALIMENTI E BEVANDE

     

  • Sabato 24 febbraio: visita guidata alla ricerca di Tartini a Padova

    Le guide turistiche Confesercenti partecipano alla fase pilota di un importante progetto con l'università, comune di Padova e amici della Musica, in vista delle importanti celebrazioni del 2020: Tartini 2020 Social con Visita Guidata Alla Ricerca Di Tartini a Padova
    Il giorno sabato 24 febbraio una nostra guida turistica accompagnerà alla scoperta dei luoghi in cui visse e mori' nella nostra città di Padova Giuseppe Tartini, compositore e musicista. 

    L'incontro è in piazza Duomo, il termine alle 16.30 sara' alla Chiesa di Santa Caterina, dove si terra' un'audizione di un violinista.

    euro 8 a persona

    prenotazione obbligatoria via mail a padovawalks@gmail.com 

  • Grande distribuzione, oltre 600 punti vendita

    Dal Gazzettino del 17 febbraio 2018, di Nicola Munaro

    IL FENOMENO
    PADOVA La media nazionale di superfici di vendita ormai è quasi doppiata: 510 metri quadrati ogni mille abitanti distribuiti per i 104 comuni della provincia, contro i 368 metri quadrati ogni mille abitanti messi insieme dall'interna nazione. In pratica Padova e la sua provincia sono nelle mani dei centri commerciali e della grande distribuzione. Che non ne vuole sapere di arrestare la sua corsa e che non appena verranno realizzati i prossimi 80 mila metri quadri di punti vendita che già hanno avuto l'ok alla costruzione porterà capoluogo e provincia a diventare la seconda area in Veneto con il più alto tasso di presenza di centri commerciali, seconda solo a Verona. Con una coda di inevitabili polemiche portate avanti dai piccoli commercianti ma anche dagli ambientalisti, come nel caso del progetto (poi bocciato dal Ministero) del nuovo ipermercato di Due Carrare, considerato troppo vicino al Castello del Catajo.
    I NUMERI
    Dal 2013 al 2016 (sono questi gli ultimi dati disponibili e completi) tra città e provincia di Padova hanno aperto quasi 60 mila metri quadri di media e grande distribuzione. Esclusa Padova, negli altri 103 comuni della provincia ci sono 668 punti vendita: 162 supermercati, 43 grandi magazzini, 177 minimercati, 136 ipermercati e 140 centri della grande distribuzione specializzata. Quasi quindicimila (14.989 per l'esattezza) invece gli addetti distribuiti tra i vari formati della grande distruzione. Importante anche il giro d'affari mosso dalla grande distribuzione nella provincia di Padova. I numeri (fermi sempre al 31 dicembre 2016) raccontano una spesa in provincia di 2 miliardi e 373 milioni di euro, fagocitati per la gran parte, poco più di due miliardi di euro, dalla grande distribuzione che ha letteralmente lasciato le briciole ai negozi di vicinato e alle altre forme di vendita: 316 milioni 153 mila euro e spiccioli.
    L'ATTACCO
    «Le organizzazioni che si impegnano per fermare lo strapotere della grande distribuzione non lo fanno nell'interesse del piccolo commercio, ma soprattutto per garantire uno sviluppo del territorio che salvaguardi la qualità della vita è l'attacco di Nicola Rossi, presidente di Confesercenti Padova-. Lo strapotere della grande distribuzione accompagnato dall'espansione dell'e-commerce fa sì che in molti centri urbani e centri storici stiano scomparendo attività di servizio alle persone, che rappresentano anche un consolidato sistema di socialità e di sicurezza». Sotto accusa per gli scarsi volumi d'affari dei piccoli negozi, Confesercenti mette soprattutto la deregolamentazione che porta nel commercio la legge della giungla: vince il più forte.
    LA RISPOSTA
    Che i grossi centri non siano la piaga peggiore abbattuta sul mondo del commercio, lo spiega Luca Rossi, responsabile dei centri commerciali Aspiag Service Despar Nordest, che gestisce le catene Despar, Eurospar e Interspar: «Noi, come Aspiag Service, siamo contemporaneamente operatori dei centri storici e dei centri commerciali, con le nostre differenti tipologie distributive e lavoriamo bene in tutti e due gli ambienti. Riteniamo che non sia decisivo il contesto in cui si lavora, che si tratti di centro commerciale, centro storico, periferia, ma il contenuto commerciale. È dalla qualità che dipende il successo o meno di una formula distributiva; per cui la risposta alla domanda i centri commerciali svuotano i centri storici?, potrebbe essere dipende dal contenuto del centro commerciale e dipende dal contenuto del centro storico. Noi operiamo in tutti e due i contesti: in modi differenti, ma con gli stessi esiti positivi».

  • Botteghe antiche e negozi moderni: affari da 5 miliardi «Stiamo reagendo»

    Dal Gazzettino di Sabato 17 febbraio, di Gabriele Pipia

    MONSELICE C'è lo storico macellaio che lavora da trent'anni nella bottega di famiglia, e accanto c'è il giovane imprenditore che ha appena aperto un negozio informatico. C'è il vecchio orologiaio che storce il naso perché non fa più gli affari di una volta, ma anche il negoziante che invece sorride vendendo borse e accessori da viaggio. Tutti assieme vanno a comporre il grande puzzle del commercio in provincia di Padova: parliamo di 9.500 punti vendita, escludendo le oltre quattromila attività commerciali della città capoluogo.
    Un numero importante, rimasto stabile nell'ultimo decennio nonostante la crisi, che porta Confesercenti Padova a delineare un quadro certamente positivo. Il volume d'affari complessivo è di oltre 5 miliardi di euro, con un -7% rispetto a dieci anni prima. «Siamo la prima provincia veneta assieme a Verona, e siamo stati tra le prime dieci province italiane per capacità di reazione e di riorganizzazione dopo la crisi», rimarca il direttore Maurizio Francescon.
    Gli occupati in provincia sono quasi 55 mila, escludendo la città del Santo. Un dato relativo agli ultimi sei anni, però, è preoccupante. «Su 10 attività che hanno aperto - spiega il direttore - la metà ha chiuso entro tre anni. Il turn-over è costante». In provincia, sempre escludendo Padova, troviamo pure 1.104 attività ristorative e 2.636 bar (di cui un terzo con cucina interna).
    LE ZONE
    Concentriamoci ora sul commercio zona per zona. La città di Padova fa la voce grossa con il 30% delle attività commerciali, troviamo a seguire la zona centrale della provincia con il 16% dei punti vendita.
    Per quanto riguarda gli altri comprensori, domina l'Alta Padovana con numeri raddoppiati rispetto alla Bassa: sono circa 1.400 gli esercizi nel Cittadellese (10%), oltre 1.200 quelle per il Monselicense e per il Camposampierese (entrambe al 9%).
    Scendendo, in questa particolare classifica troviamo l'area di terme e colli (un migliaio di attività che rappresentano il 7,5% del totale). Seguono il Piovese con quasi 800 punti vendita, il Conselvano con oltre 600, Estense e Montagnanese con circa 500 a testa.
    «È sempre stato così - commenta il direttore Francescon -. La crisi nell'Alta Padovana si è sentita meno e tradizionalmente questa è una zona più fertile per quanto riguarda commercio e industria. Nella Bassa invece ci sono zone soprattutto agricole, come il Conselvano».
    I PRODOTTI
    Considerando il complesso degli esercizi commerciali del Padovano, notiamo che primeggia il settore moda con oltre 1.900 negozi che rappresentano il 19% del totale. Seguono alimentari (oltre 1.800) e poi edicole, tabacchi e carburanti (quasi un migliaio).
    Molti settori merceologici registrano un dato negativo - fa sapere l'associazione di categoria -. Nell'ultimo decennio perdono in modo consistente gli ambulanti (mediamente -6%), edicole e cartolerie (-7%), profumerie (-4%), macellerie (-6%), pescherie, ferramenta, mobilifici e negozi di articoli per la casa (-5%). I dati peggiori riguardano gioiellerie, orologerie (entrambi (-20%) ma soprattutto calzature (-30%).
    Crescono invece ortofrutta e soprattutto le pasticcerie con specializzazione nel fresco, nel preparato e nella gastronomia (+20% nel fatturato tra 2016 e 2017). In tutta la provincia salgono anche negozi di abbigliamento per giovani, negozi di biancheria intima, negozi di informatica e telefonia. Numeri confortanti anche dal settore bigiotteria.
    «C'è in atto una trasformazione enorme - sottolinea Francescon -. Nella Bassa per esempio continuano a scomparire gli ambulanti anche in quei centri, come Solesino, dove erano moltissimi. Oggi si acquista molto di più in internet (+200% in 10 anni) e cambiano anche i consumi: storicamente hanno sempre primeggiato abbigliamento e alimentari, ora molti giovani imprenditori preferiscono cimentarsi con informatica, telefonia e accessori per il tempo libero. Scompaiono sempre più ditte individuali e compaiono sempre più società di capitali, formate da imprese che si mettono assieme per essere più solide. In ogni caso la ripresa non passa per il singolo negozio, ma per la capacità di un comprensorio di essere attrattivo nel suo complesso. Per questo lavoriamo per creare dei veri e propri Distretti del Commercio. Quelli di Este, Piove di Sacco e Cittadella sono esempi importanti. Il futuro va in quella direzione».

  • WEDDING TOURISM: UN FENOMENO IN CRESCITA: MANCA UN'ORGANIZZAZIONE, COSTRUIAMOLA ASSIEME.

    Un fatturato intorno ai 380 milioni di euro, 52.600 operatori coinvolti, più' di 7000 eventi e più' di 53000 euro ad evento: è quanto emerge dalla ricerca 2015 sul turismo dei matrimoni stranieri in Italia elaborata dal Centro studi turistici di Firenze, ma che è già' stato superato nel 2016 e 2017 con un progressivo e costante aumento.
    " Sono dati molto significativi che abbiamo voluto subito indagare dialogando con le nostre imprese ed operatori del settore che ci hanno sollevato una criticità, tipicamente italiana: mancanza di organizzazione" dichiara Claudia Baldin Responsabile di Assoturismo Confesercenti del Veneto Centrale "anche se il wedding è un settore in cui con le nostre aziende siamo già' una parte attiva: 4 anni fa infatti Confesercenti ha strutturato con i negozianti del centro storico il progetto ormai realtà' "Este Wedding City". Come è nostra consuetudine vogliamo meglio comprendere ogni realtà che possa portare ad uno sviluppo del territorio e delle sue imprese quindi abbiamo interpellato un'esperta wedding planner, Antonia Macrì, di Cloe Wedding Design che conferma " le coppie straniere che hanno un budget considerevole, esigono di affidarsi ad una rete strutturata di operatori che si occupino in sinergia di quello che deve essere il giorno più' bello, un matrimonio unico, tutto deve essere perfetto, non c'è una possibilità di replica"
    Il giorno di San Valentino nell'ambito dell'iniziativa di Arqua' Petrarca in love (organizzata dal Comune e da Confesercenti Padova) Assoturismo Confesercenti ha accompagnato alcune wedding planner per farle innamorare prima di tutto del territorio che diventa cosi' una wedding destination, conoscendo meglio il borgo e le sue eccellenze, ma anche per incontrare alcuni operatori.
    "Dallo studio di CTS emerge anche che il 32% dei matrimoni è simbolico, aprendo quindi una vasta possibilità di location da utilizzare, di cui il nostro territorio abbonda. Il nostro impegno si conferma quello di creare i presupposti per creare una rete, di fare squadra su un territorio cosi ricco di eccellenze, ma in cui manca ancora una prospettiva d'insieme"
    Ecco dunque che ci sara' la possibilità' di dialogare con la parte pubblica "Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio ad alta vocazione turistica e accogliamo con interesse i nuovi stimoli verso segmenti di turismo come quello letterario con il Parco Francesco Petrarca e dei Colli Euganei (gestito da Confesercenti Padova) e ora a quello del wedding dall'estero" dice Lisa Loreggian, Assessore al turismo e al commercio del Comune di Arqua' Petrarca.
    "L'intento è dunque quello di un confronto per comprendere meglio questo settore, le sue particolari dinamiche, verificando quali iniziative possano essere attuate per elaborare una strategia che si potrà applicare in sinergia con le altre località del nostro territorio, favorendo lo sviluppo delle nostre imprese"
    Ringraziamo le professioniste presenti:
    Antonia Macri per Cloe' Wedding Design, Elisabetta Canton per Sposaeventi Silvia Baldan per Maison Mariage, Antonella Frisco per Sorrisi e Confetti, Martina Lucarda per Martina Lucarda, Valentina Casagrande per Papillion Eventi, Francesca Bordin per Francesca B Wedding

     

     

  • 16 FEBBRAIO NOVE (VI): strategie per promuovere la tradizione e il Made in Italy

    Fondamenta Nuove, un progetto di Cescot Veneto rivolto alle imprese del Distretto della Ceramica di Nove e Bassano del Grappa con lo scopo di combinare la promozione degli elementi di eccellenza che caratterizzano il territorio con l'istituzione di un network coordinato e funzionale rivolto alle identità culturali e produttive locali attraverso le nuove tecnologie e l'utilizzo del web quale strumento di sviluppo imprenditoriale.

    Cescot Veneto, ente di formazione dell'Associazione Confesercenti, da sempre propone progetti a favore delle imprese volti all'arricchimento e all'aggiornamento professionale; infatti, dichiara il Direttore Marco Serraglio, noi pensiamo che la formazione è alla base di ogni imprenditore moderno che guarda al futuro con professionalità e innovazione.

    Abbiamo pensato al Distretto della Ceramica di Nove e Bassano perché sono imprese con un grande valore territoriale e qualitativamente molto interessanti ma che, dall'analisi effettuata, difficilmente riescono a trasmettere queste caratteristiche uniche attraverso i moderni canali digital.

    Attraverso questo percorso e queste proposte informative/formative conclude Serraglio, vorremmo offrire alla imprese del Distretto della Ceramica un'occasione di crescita e un'opportunità di sviluppo anche economico.

    Primo appuntamento il Seminario GENERATIVITY TED - strategie per promuovere la tradizione e il Made in Italy (in allegato la locandina) che si terrà venerdì 16 febbraio alle ore 18.30 presso l'hotel Le Nove a Nove.
    Ingresso libero.

  • 15 FEBBRAIO 20.45 IN SEDE: IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO SULLA PRIVACY

  • 6 FEBBRAIO ORE 20.30 MONTECCHIO MAGGIORE: NOVITA' LEGGE DI STABILITA'

    LEGGE DI BILANCIO 2018: le principali novità fiscali e del lavoro

    Martedì 6 febbraio 2018 ore 20.30
    Sala Civica Corte delle Filande
    via Corte delle Filande- Montecchio

    Programma :

    ore 20.30 Saluti
    GIANLUCA PERIPOLI : Vicesindaco e ass.re attività produttive :Città di Montecchio
    FLAVIO CONVENTO : Vice Presidente Vicario Confesercenti Veneto Centrale

    Ore 20.45 relazioni
    dott. MICHELE BRUSATERRA: Commercialista & Pubblicista – Esperto del Sole24Ore, le principali novità fiscali 2018 -con approfondimenti sulla fattura elettronica e corrispettivi telematici -ABOLIZIONE SCHEDA CARBURANTI

    dr.ssa ELENA CASSARO – responsabile area lavoro Confesercenti del Veneto Centrale
    Il lavoro flessibile oggi: forme contrattuali –Legge di Bilancio 2018: novità per i datori di lavoro

    Interventi
    dr.ssa GIULIA CRESCENZIO : responsabile area fiscale Confesercenti Vicenza
    Consulente:. GIAMPIETRO QUAGLIA : consulente fiscale Confesercenti Montecchio
    Consulente : ANNA SABBADIN – area lavoro Confesercenti (Il lavoro occasionale (voucher): istruzioni e valutazioni)

    Al termine del convegno potrai presentare eventuali quesiti ai relatori durante un Brindisi di saluto.
    La partecipazione è gratuita: è gradita la prenotazione a: montecchio@confpd.it

    La Presidente di zona Il Vicepresidente Vicario
    Stefania Cisotto Flavio Convento

    Info: Confesercenti Zona Montecchio: tel.0444 491112

  • SABATO 10 FEBBRAIO: ESPLOSIONE DI PASSIONE A PIOVE DI SACCO

    Sabato 10 febbraio ritorna a Piove di Sacco "Esplosione di Passione" con moltissime novità!

     

  • 14 FEBBRAIO ARQUA' PETRARCA IN LOVE

  • MERCOLEDI 7 FEBBRAIO ASSEMBLEA PROVINCIALE Dei Gestori degli impianti stradali di Carburanti

    presso l' Auditoriumdella Confesercenti di Padova – Via Savelli 8,  per discutere il seguente ordine del giorno

    1) Illustrazione Legge di Bilancio 2018 che prevede:
    - ABOLIZIONE SCHEDA CARBURANTI
    - INTRODUZIONE DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA;
    2) Moneta elettronica – Aggiornamento novità legislative;
    3) Tipizzazione Contratto di COMMISSIONE;
    4) Varie eventuali.

    la Legge di Bilancio 2018 , all'art. 1 commi 919-927 prevede nuove disposizioni relative al settore della distribuzione carburanti e precisamente:
    - Abolizione della scheda carburanti;
    - introduzione della fatturazione elettronica.

    GRANDI PREOCCUPAZIONI, non solo sotto l'aspetto PRATICO, di onerosità gestionale, ma la conseguenza legata all'aumento di COSTI, che non bisogna dimenticare, risultano insostenibili per una categoria i cui margini di guardagno non superano il 2,00% dal prezzo finale di vendita.