02 Apr 2010
terme_primavera.jpgI padovani spenderanno 28 milioni di euro per la Pasqua 2010, circa 1 milione in più rispetto al 2009.

Calano leggermente i consumi di colombe, uova di cioccolato e dolci pasquali (i prezzi sono generalmente uguali o inferiori a quelli del 2009).
Per il pranzo di Pasqua le famiglie spenderanno sostanzialmente quanto il 2009 anche se i prezzi dei principali prodotti alimentari sono stabili o al ribasso rispetto allo stesso anno. Per i Padovani sarà una Pasqua all’insegna dello scaccia crisi.
Pur con la preoccupazione per la crisi economica, il posto di lavoro, i padovani cercheranno di recuperare per Pasqua quella spensieratezza tipica delle nostre feste.
Se si è rinunciato al ristorante da gennaio a marzo se ne approfitterà il giorno di Pasqua per un pranzo con i fiocchi in uno dei circa 1000 tra ristoranti ed agriturismi distribuiti nella provincia a cominciare dai colli euganei.
Saranno oltre 150.000 i padovani che pranzeranno al ristorante in giorno di pasqua (+ 3% rispetto al 2009)

Altri 90.000 saranno in vacanza in Italia o all’estero e se spenderanno singolarmente meno che nel 2009 numericamente crescono del 2%.

Per Paquetta ( tempo permettendo) saranno oltre 150.000 i padovani che si riverseranno nei colli per la tradizionale scampagnata.

La spesa complessiva sarà più alta di quella del 2009 (1 milione in più) soprattutto per il pranzo e per il ristorante nonostante la diminuzione dei prezzi.

INDICAZIONE DEI PRINCIPALI PRODOTTI

Colombe : di tutti i tipi e di tutti i gusti, sia industriali che artigianali. Il prezzo e le confezioni variano a seconda della produzione.
Si va dai 6 euro ai 10 euro per 1kg di colomba industriale ai 12 /25 euro per un Kg di colomba artigianale. In crescita la vendita del prodotto artigianale ormai da alcuni anni.
Uova di cioccolato: di tutti i tipi e misure, si può andare da mini uovo a 2 euro ai 150 euro di 2Kg di cacao puro.
I prezzi variano dagli 8/14€ per un uovo di cioccolato dai 250 grammi industriale ai 15/20 € per un analogo prodotto artigianale.

Carni: una sostanziale conferma del venduto del 2009, anche in questo caso i prezzi sono uguali se non inferiori allo stesso anno.

Pranzo di Pasqua: ogni famiglia padovana spenderà mediamente 150 euro per il pranzo a casa. I menu saranno quelli tradizionali con primi di risotti e pasticcio e secondi di carne anche se continua a crescere il numero di famiglie a base di pesce.
Ristoranti: I circa mille tra ristoranti e agriturismi della provincia saranno affollati da circa 150.000 persone. I menù offerti nei ristoranti padovani saranno i più fantasiosi possibili. Si potrà pranzare con menù di Pasqua che vanno dai 30 agli 80 euro (le eccezioni arrivano a 150 ma sono poche). In qualche ristorante di Pesce si potrà pranzare il giorno di Pasqua con una spesa di 50 euro.
Abbigliamento : Sicuramente positive le previsioni dopo il periodo buio di febbraio marzo, la crescita della temperatura nonostante il cattivo tempo porterà ad un rinnovo del guardaroba.


Appare evidente, dichiara il Presidente dei commercianti padovani Nicola Rossi, che i nostri concittadini sfogheranno gli umori della crisi dedicandosi qualche spesa in più per questa Pasqua.
Purtroppo non riceviamo nessun segnale di superamento di un periodo di crisi e di stagnazione dei consumi che va ben oltre la crisi finanziaria.

Il quadro complessivo quindi è quello di famiglie molto insicure sul loro futuro, in cui prevale l’incertezza sul posto di lavoro, una società che di fronte alla crisi economica non è tranquilla per il futuro e che approfitta delle feste per dimenticare il momento delicato, investendo anche nel tempo libero per dimenticare almeno per un paio di giorni i problemi dell’intero anno.


Per il resto, continua Rossi, sarà un periodo prepasquale con molte aspettative per i commercianti. Usciamo da un 2009 pesantemente negativo. Il primo trimestre del 2010 ha segnato punte di diminuzione dei consumi anche del 5%, è ovvio che in queste condizioni i commercianti puntino in queste due giornate che mancano alla Pasqua al massimo delle aspettative per le vendite dei loro prodotti.


Sicuramente, conclude Rossi, per le piccole imprese del commercio, il 2010 si presenta come l’anno più difficile sotto l’aspetto dei consumi, i commercianti hanno pesantemente tagliato le loro ricariche, hanno salvaguardato i posti di lavoro dei loro dipendenti ma se dovesse anche per il proseguo dell’anno mantenersi questo livello di riduzione dei consumi le conseguenze saranno estremamente pesanti.