02 Apr 2010
Secondo il sondaggio condotto dall’Osservatorio Economico della Confesercenti di Padova partiranno circa 80 mila padovani (il 10%) rispetto ai 70.000 del 2009 e ai 65.000 del 2008.

Le vacanze di Pasqua costeranno complessivamente ai padovani circa 46.000.000 di euro (contro i 33.000.000 del 2009). In media gli euro spesi saranno per persona 573 (contro i 470 del 2009). Incidono senza dubbio i rincari del carburante e dei prodotti ad essi legati.
Il 68% del campione spenderà una somma inferiore ai 500 euro a persona, all’estremo opposto c’è anche una minoranza, dell’ 1%, che prevede una spesa che supera i 7000 euro.

Il 50% dei padovani non prenderà le ferie mancando dal luogo di residenza solo il sabato la domenica di Pasque e il lunedì di Pasquetta, ed un buon 23% allungherà fino al massimo di una settimana.

Tra i soggiorni preferiti dai vacanzieri, il 47% sceglierà di passare la pasqua in un’altra regione rispetto a quella di residenza. Le regioni più visitate saranno la Toscana, (il 13% dei vacanzieri) subito seguita dall’Emilia Romagna e dalla Sicilia, con a ruota la Campania e la Puglia (il Salento).
Mentre il 30% degli intervistati rimarrà nei confini del Veneto, un buon 17% dei padovani sarà sedotto dalle mete europee: Francia al 33% che conquista il primo posto a scapito della Spagna che scende a 12% seguita da Germania e Svizzera. In forte apprezzamento i Paesi Bassi, 5%, assenti nel 2009. Le capitali fungono da catalizzatore per una buona percentuale di padovani.

Forte il richiamo del mare con il 26% delle preferenze, ma anche delle città d’arte e della cultura con il 24% delle preferenze degli intervistati. La montagna si piazza al terzo posto (il 17%) a pari merito con la campagna.

Anche nel 2010 non vale il detto a “Pasqua con chi vuoi” visto che il 49% trascorrerà quest’anno le vacanze in famiglia. Il 30% degli intervistati si affiderà alla compagnia della coppia. Il 25% non rinuncerà agli amici.
Il 70% effettuerà gli spostamenti per le vacanze pasquali con la macchina, mentre solo il 14% si sposterà con l’aereo ed il 12% viaggerà in treno.

Il 24% dei vacanzieri sceglierà una vera e propria struttura turistica per le proprie vacanze (alberghi/ pensioni), mentre il 22% si affiderà all’ospitalità di amici e parenti, il 17% trascorrerà le proprie vacanze nella casa di proprietà ed un 14% opterà per soluzioni alternative talvolta “al risparmio” con i bed & breakfast.

E’ una Padova che non rinuncia ad utilizzare al massimo il tempo libero, dichiara il Presidente Nicola Rossi, nonostante le previsioni economiche creano grandi preoccupazioni.
I bilanci delle famiglie sono ridotti al lumicino. I consumi, dagli alimentari (-5% nei piccoli esercizi) a quelli degli elettrodomestici, mobili (punte negative del 15, 20%),  stanno non solo stagnando ma oramai sono al crollo.
Cresce la preoccupazione per i posto di lavoro. In molte aree della provincia interi settori dell’industria e dell’artigianato sono al lumicino.
In un clima di grande incertezza e di crescente sfiducia sul futuro, la reazione più naturale è quella di cercare di dimenticare tutto almeno per un paio di giorni.
Dopo settimane e settimane di preoccupazioni di difficoltà, di ricerca di chiudere i bilanci aziendali e famigliari è naturale che ci si voglia dedicare a se stessi alla famiglia, ai  figli. Due tre giorni di spensieratezza, cercando di spendere il meno possibile, magari ospitati presso amici, in case vacanze, in piccoli alberghi già conosciuti, ma con la precisa volontà di ricaricare se stessi e la propria famiglia ad affrontare momenti ancora più difficili.
Ecco che allora continua a crescere il numero dei vacanzieri mentre diminuisce la spesa media individuale. Si ritornerà al lavoro dopo Pasqua rinunciando a cambiare qualche vestito, qualche elettrodomestico in attesa di tempi migliori.

Il vero nodo è questo, continua Rossi, il rilancio della nostra economia passa attraverso una riconquista di fiducia delle famiglie, e garanzie sul futuro nostro e dei nostri figli.


Il mondo dell’impresa, il mondo della piccola e media impresa, in particolare quella del terziario, continua in mezzo a decine di difficoltà a conservare posti di lavoro e a difendere la redditività delle famiglie ma se continua questa situazione non saremmo più in grado di reggere dopo l’estate.