30 Apr 2010
Lunedì. Nella mattinata 4 nuovi arrivi nell’ufficio selezione personale della Confesercenti di Padova. Sono due donne e due uomini, in cerca di lavoro. Dai 40 ai 55 anni, figli a carico o separati, un paio hanno le lacrime agli occhi. A Padova imperversa la polemica, è il grande problema della città: Negozi aperti o chiusi alla domenica. Sono d’accordo è una questione molto importante ma sicuramente non l’unica.
Martedì mattina, a presentarsi all’ufficio selezione questa mattina sono 2 uomini. Cercano lavoro, hanno più di 40 anni, non c’è nessuna offerta. Raccontano il loro dramma, stanno per uscire dal periodo di ammortizzatori sociali, sono in grande difficoltà per il futuro, hanno figli che studiano.
La polemica imperversa, chi la spara più forte la vince: la domenica è destinata al riposo. Le aperture domenicali avvantaggiano la grande distribuzione. Mai lavorare il primo maggio.
Come si fa a non essere d’accordo: infatti la Confesercenti continua a difendere il massimo delle otto aperture festive per la grande distribuzione a livello regionale (al contrario di quanto successo nelle vicine regione della Lombardia e del Friuli dove la grande distribuzione può aprire per 26 festività ogni anno).
Mercoledì mattina. Gli psicologi dell’ufficio selezione si sentono impotenti ed addolorati. Cresce il numero di persone oltre i 40 anni in cerca di lavoro. Le aziende sono ferme, la ricerca per nuove assunzioni di lavoro dipendente  è al lumicino. Con le persone che arrivano si svolge ormai solo una attività di sostegno morale. Alcuni se ne vanno piangendo, capiscono che sono solo tentativi inutili gli impegni a provare di trovare qualche cosa.

I consumi sono al palo ( -1 su base annua dichiara l’Istat). Le vendite al dettaglio sono in picchiata (-8,4 i prodotti non alimentari nel Veneto nel 3° trimestre 2009, -3,9 nel 4° trimestre).
Le piccole strutture di vendita hanno ridotto i prezzi dell’ 1,1% ( i grandi solo dello 0,6).
Continuando questo trend nei prossimi due anni ci troveremmo nella nostra provincia con almeno un migliaio di commercianti altamente professionali, con oltre 50 anni di età, disoccupati, fuori dal mercato del lavoro  e senza alcun ammortizzatore sociale.
Bisogna affrontare in modo nuovo i problemi, con nuove strategie.

La Confesercenti deve cercare nuove strategie, nuove strade per dare una mano, per costruire un nuovo futuro alle centinaia di piccoli esercizi del commercio. Lo stiamo facendo con sacrificio, con spirito di partecipazione, coinvolgendo quanti più possibile. Le strategie sono le più diverse: nuovi orari di apertura (non possiamo dimenticarci il successo delle nostre sperimentazioni nelle aperture serali in importanti comuni della provincia), nuove forme di aggregazione di via di piazza, di prodotto, nuove metodologie formative per titolari e dipendenti, consorzi per l’acquisto comune di servizi, strategie di marketing urbano ecc.

Si tratta di sperimentazioni, si tratta di cercare nuove risposte per salvare centinaia e centinaia di posti di lavoro, di piccoli esercizi, di angoli di vita nella nostra città nei nostri centri storici nei piccoli comuni.
Si tratta di provare, di capire, di toccare con mano, affrontando le questioni con la giusta serenità ed il giusto confronto misurando alla fine i veri dati.
Non abbiamo fatto aprire alla domenica la grande distribuzione, sappiamo che se aprissimo i centri commerciali attorno al centro storico, anche la domenica, sarebbe un altro duro colpo per le piccole strutture.
Vogliamo misurarci e breve, con dati e con tutti ed alla fine  prendere o meno atto che domenica è sempre domenica.

Nicola Rossi