10 Feb 2012
di Aldo Brendolin, Presidente FIPAC Confesercenti (Federazione dei Pensionati del Commercio)
Come ex dipendente prima e commerciante poi, sono sicuramente in grado di valutare l’ opportunità del posto fisso o precario. Da dipendente, la sicurezza del posto di lavoro mi permetteva di programmare la vita in modo dignitoso e infondere fiducia alla mia famiglia;
tutto è finito, quando la mia azienda ha iniziato una serie di moine poco rassicuranti tanto da indurmi al licenziamento e a scegliere un’altra strada. Sono stato derubato del posto fisso dopo 25 anni di duro impegno, dedicato a far crescere l’azienda e le mie esperienze. Offeso nella dignità e abbandonato alla mercè dell’insicurezza, ho preso la strada del commercio, conoscendo così pregi e difetti della categoria credendo di avere risolto il problema del “posto fisso.”
Dopo qualche tempo, mi sono accorto che anche per questa categoria il sogno della continuità era messo in crisi dalla precarietà di consumi derivanti da una bassa potenzialità di guadagno da parte dei clienti, qui mi ricollego alla “monotonia del posto fisso” filo conduttore della sicurezza e della dignità di ogni lavoratore o prestatore d’opera quali i piccoli commercianti o similari.
La depressione e l’insicurezza economica, porta al suicidio numerosi lavoratori e commercianti! diciamo basta a questa barbarie.
Date speranza, sicurezza e dignità alle categorie di uomini che si impegnano e che da sempre hanno dato il loro contributo per migliorare il nostro Paese! I giovani vi stanno guardando, dal loro osservatorio critico non senza speranza, ma per un avvenire civile e responsabile. Anche noi anziani chiediamo un “ posto fisso” nella società, un posto dove non ci sono solo incomprensioni tra generazioni (a volte costruite ad arte) per scaricare sui più deboli tutti i problemi e le incapacità dei vari Governi.
Fermate la fuga di quelle medie e grandi aziende che per più facili guadagni se ne vanno all’estero abbandonando nella disperazione e nella più squallida miseria migliaia di famiglie costrette poi a rifugiarsi tra le braccia della “MAMMA o del PAPA’ che MONOTONIA”, sono certo che i giovani sanno come scegliere il loro percorso, l’orgoglio per dimostrare le loro capacità nei confronti dei genitori è e sarà sempre nei loro pensieri: Siamo stati tutti giovani, con più o meno fortuna ma per questo non bisogna “offenderli” impunemente senza dare a loro l’opportunità di riscattarsi con veri posti di lavoro senza ricatti e senza pregiudizi.