20 Feb 2012
L’attività dell’osservatorio provinciale sulla criminalità continua ad indicare un calo nel numero complessivo degli atti criminosi contro le attività economiche nella provincia di Padova. Tra il 2010 ed il 2011 si è passati da 947 atti a 771 con una diminuzione di ben 176 casi segnalati. Occorre ricordare che l'Osservatorio della Confesercenti non tiene conto delle denunce presentate agli organi di polizia ma bensì è basato sulle indicazioni e le segnalazioni di una rete di commercianti (28) distribuiti in tutto il territorio della provincia che raccolgono le notizie direttamente dal territorio oltre a 4 coordinatori a livello provinciale che coordinano queste segnalazioni con le notizie e le denunce.

Attenzione alle “mezze” stagioni: le tendenze ci dicono che in termini di sicurezza i mesi più caldi sono febbraio-marzo e ottobre-novembre (anche se nel 2011 dicembre è stato il mese più colpito). Con 95,83 atti medi è marzo il mese più pericoloso. Da un punto di vista territoriale in tutte le aree si assiste ad una diminuzione dei casi. Tuttavia questo andamento sembra essere più lento per Padova e cintura che rimangono le uniche nel 2011 con valori superiori al 2006.
Questo è dimostrato anche dalle tendenze come riportato nei grafici. Anche se in calo, dichiara il Presidente Rossi, rimane alta la media di atti criminosi avvenuti, più di due atti criminosi al giorno nella nostra provincia a danno delle attività economiche.
I dati dell’osservatorio sicurezza, attivo dal 2001, dichiara il Presidente Nicola Rossi, segnalano anche gli umori dei commercianti rispetto ai fenomeni criminalità e non possiamo che prendere atto che nonostante il grande lavoro degli organi di polizia e la diminuzione del numero di eventi criminosi rimane forte ed in crescita il bisogno di sicurezza da parte degli operatori commerciali.
Occorre ricordare che nel corso del 2011 si sono avute ben 91 rapine e 15 aggressioni nei confronti degli imprenditori, cioè se da un lato è diminuito il numero complessivo degli atti dall’altro cresce la gravita degli episodi criminali. Una rapina o una aggressione hanno ripercussioni ben profonde nella percezione di sicurezza degli operatori.
Dobbiamo rilevare, continua Rossi, come sia sempre il commercio il settore più esposto con il 51% degli atti criminosi, seguito immediatamente dai pubblici esercizi con il 17%. E sono proprio i bar le attività che subiscono il maggio numero di atti criminali.
A seguire i supermercati, le banche e ed i negozi di abbigliamento.
Le aree più colpite sono Padova e la cintura Urbana e l’alta Padovana, aree in cui è concentrato il maggior numero di attività economiche. In questi ultimi anni è aumentata l’azione delle forze dell’ordine con centinaia di arresti, di denunce e di fogli di via, e di questi risultati va pieno merito alle forze dell’ordine, ai loro responsabili ed al loro crescente impegno.
Sono aumentate anche le situazioni di informazione e formazione, oltre a numerosi incontri con i commercianti ed i loro collaboratori sul tema sicurezza nel corso del 2011 Confesercenti in collaborazione con la Questura ha provveduto alla stampa ed alla distribuzione di un opuscolo informativo per i commercianti, distribuito in 10.000 copie nella provincia di Padova, (chi volesse recuperare le copie può chiederle alla Confesercenti 049 8698611).
La denuncia del mondo dell’economia è chiara, chiude Rossi, ci troviamo di fronte ad una criminalità diffusa che colpisce in modo imprevedibile. Non è più la criminalità organizzata di un tempo, i delinquenti spesso arrivano da aree del globo particolarmente difficili, dove ancora si sentono gli eco di guerre fratricide, la cultura di questi delinquenti è di arraffare quanto e più possibile ad ogni costo, anche uccidendo.
La vera domanda che tutti ci poniamo è: ma quanto vale la nostra vita per questa nuova delinquenza. Il vero nodo è la certezza della pena, prosegue Rossi, non possiamo continuare a vedere le forze dell’ordine compiere arresti ed il giorno dopo vedere gli stessi rimessi in libertà, come al pari si rende necessaria la realizzazione di un centro di accoglienza temporanea per l’allontanamento dei soggetti pericolosi.