27 Mar 2012
Entro il 31 marzo di ogni anno, tantissime PMI, erano impegnate alla redazione del documento programmatico sulla sicurezza (DPS); risorse umane ed economiche investite per la sua predisposizione.
Erano, poiché il Governo Monti, con adeguamento alla normativa a tutela dei dati personali (cfr. art. 40, comma 2, lettere a) e B) del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 che ha modificato l'art. 4, comma 1 lett. b) ed i) del D. Lgs. 196/2003 relativo alle definizioni) ha eliminato l'obbligo di redazione del Documento Programmatico sulla Sicurezza.

Bene così. Se, come abbiamo sempre sostenuto, la redazione e tenuta del DPS era inutile, non c’era ragione per continuare a chiedere ad imprenditori e professionisti di spendere tempo e soldi (313 milioni di euro all’anno, per le sole PMI,).
Ma come mai a questa decisione non si è arrivati prima. Perché si è atteso così tanto tempo per assumere una scelta, poi decisa d’urgenza nell’ambito di un decreto legge?
Era davvero necessario, sin qui, chiedere alle PMI di compilare e conservare il documento programmatico sulla sicurezza?
In ogni caso: DPS addio. Peccato solo per i tanti imprenditori e professionisti italiani che hanno speso soldi e risorse per rispettare un inutile obbligo legislativo.