05 Ago 2008

negozi.jpgCon agosto, come tradizione, molti settori della nostra economia rallentano la loro attività, a pieno regime turismo e in molte aree anche le attività commerciali.
Ci apprestiamo ad affrontare la ripresa autunnale con una inflazione record superiore al 4% e che si percuoterà a breve su locazioni, energia ecc.
Del modesto ribasso di benzina e gasolio, neanche ce ne siamo accorti.

La stragrande maggioranza delle famiglie deve fare i conti con stipendi sempre più tirati e sicuramente non al passo con l’inflazione.
In questo quadro si inserisce un profondo cambiamento delle nostre modalità di consumo.
L’indagine del nostro osservatorio sui saldi estivi né è un chiaro esempio.

Si risparmia sugli alimentari, ma non su quelli di alta qualità.
Si risparmia sul trasporto (si viaggia meno con la propria auto e più con latri mezzi ) meno 20% di consumi denunciano i benzinai nostri associati.
Si continua ad andare in ferie, meglio all’estero (con il cambio ci si guadagna) ma ci si và meno giorni per spendere gli stessi soldi.
Si rinuncia a qualche film, a qualche giornale, a qualche gelato ma non si rinuncia al palestra, al fitness alla piscine per se stessi e per i figli.
Quelli che un tempo erano considerati generi di prima necessità e di largo e generale consumo (alimentari ed abbigliamento) oggi sembrano essere secondari rispetto ai bisogni di comunicazione e di benessere.
Non si compera in saldo perché non ci sono i soldi, infatti con i saldi non si comprerà abbigliamento economico scontato ma bensì si punta al capo di firma, alla griffe a prezzo scontato.
Anche sulla moda, alla necessità è subentrato il piacere dell’acquisto.
Ogni dieci commercianti intervistati solo due dichiarano che durante i saldi hanno venduto più che nel 2007, ebbene si tratta di titolari di negozi di articoli di alta moda.
I saldi quindi, sempre di più diventano un metodo nuovo di godere l’acquisto.
Si aspettano i saldi per gustare quei giorni in cui il capo di gran valore avrà un dimezzamento. Si gusta il piacere di vedere, toccare la merce griffata a prezzi ridotti.
E’ soprattutto l’uomo che affronta questo cambiamento. E’ il maschio giovane che vive il gusto dell’acquisto in modo nuovo.
Si tratta di modificazioni fondamentali per noi commercianti.
Si tratta di modificazione fondamentali per l’intera economia e che come spesso avviene, proprio nella nostra provincia, spesso emergono per prime.
Più che riposarci quindi, dovremmo lavorare molto in questo agosto 2008.
Tutti i segnali che arrivano dalla nostra economia, europea, nazionale e provinciale, tendono al negativo.
Dobbiamo saperci attrezzare per dare avvio, in autunno, ad una profonda e rinnovata stagione di investimenti.
Dovremmo saper ridurre sempre di più i nostri costi di gestione per aumentare la nostra competitività. Al pari dovremmo premere con rinnovata forza perché si riducano i costi che gravano sulle nostre aziende e che si ripercuotono sui consumatori.
Trasporti, locazioni, imposte, tasse nazionali e locali, burocrazia, abusivismo, mancanza di infrastrutture : queste sono le voci che incidono al 50% sui nostri costi.
Queste sono le cause prime che fanno chiudere decine di attività commerciali (ne prevediamo quasi 500 entro la fine dell’anno) e che fanno lievitare le difficoltà alle famiglie di chiudere i loro bilanci mensili.