06 Ago 2008

ladri.jpgDue atti criminosi al giorno contro le attività commerciali.
Bene i maggiori poteri ai sindaci.
Occorre un centro di permanenza temporanea per garantire il rientro nei loro Paesi dei criminali.
Sempre i Bar gli esercizi più colpiti.
I commercianti padovani plaudono alla presenza dei militari nelle ronde.

Sebbene in diminuzione in questi primi sei mesi del 2008, gli atti criminosi contro le attività commerciali sono sempre in numero elevato, afferma il Presidente Nicola Rossi.
Nel periodo gennaio /giugno 2008 il nostro osservatorio ha rilevato ben 387 azioni criminali contro le attività commerciali (nello stesso periodo erano 457 nel 2006 e 512 nel 2007 rimane quindi una media di più di due atti criminosi al giorno).
Il dato, continua Rossi, non si basa sulle denuncie ma bensì sul rilevamento quotidiano effettuato presso gli organi di informazione, gli operatori associati e le notizie raccolte nel territorio direttamente dagli associati  che collaborano con l’osservatorio.
Sicuramente, prosegue Rossi, in questi primi sei mesi è aumentata l’azione delle forze dell’ordine con centinaia di arresti, di denunce e di fogli di via, e di questi risultati và pieno merito alle forze dell’ordine, ai loro responsabili ed al loro crescente impegno.
Purtroppo, sotto l’aspetto umorale il risultato finale non cambia e l’insicurezza della propria attività rimane uno delle più grandi preoccupazioni dei commercianti non solo padovani.

Il dato è abbastanza emblematico, continua Rossi, i commercianti gli imprenditori continuano ad avere fiducia nell’attività delle forze di polizia ma non ne hanno più rispetto alla certezza della pena per chi delinque, e vedono l’impotenza di poliziotti, carabinieri, ecc.

Già in un convegno nel 2001, prosegue il Presidente, avevamo indicato come il problema sicurezza stesse crescendo nella nostra città e nella nostra provincia e come questa ‘crescita’ non dipendesse dal numero di atti criminosi compiuti  ma bensì da una serie di fattori  anche di natura culturale.

Una città, una provincia dove l’integrazione si fa difficile, dove si scontrano (più che si misurano) le nostre intolleranze con le provocazioni di una parte di immigrati che non vogliono accettare le nostre regole sociali, dove il problema sicurezza diventa spesso strumento di consenso elettorale.

La denuncia del mondo dell’economia deve essere chiara:

·    ci troviamo di fronte ad una criminalità diffusa che colpisce in modo imprevedibile. Non è più la criminalità organizzata (mafia) di un tempo, i delinquenti spesso arrivano da aree del globo particolarmente difficili, uscite da guerre fratricide.

·    La cultura di questi delinquenti è di arraffare quanto e più possibile ad ogni costo, anche uccidendo. La vera domanda che tutti ci poniamo è: ma quanto vale la nostra vita per questa nuova delinquenza.


A  questo problema, anche culturale, c’è ormai una sola possibilità di risposta. Due atti criminali su tre sono opera di cittadini di altri Paesi.
Occorre subito avviare e realizzare interventi idonei a garantire che questi delinquenti ritornino nel loro Paese e non abbiano la possibilità di giungere nuovamente in Italia.
Occorre che chi ha compiuto un reato, sconti realmente la pena.
In questo senso i centri di permanenza temporanea devono essere realizzati.
Anche alcuni contenuti della recente legge sulla sicurezza ed alcuni poteri in termini di pubblica sicurezza assegnati ai sindaci vanno visti positivamente.
L’utilizzo dell’esercito stà dando un grande contributo ad un’immagine di maggiore tranquillità alle nostre aziende.
Sicuramente non può essere questa la soluzione finale ma oggi deve essere adottato quanto possibile al fine di restituire tranquillità agli imprenditori.

Non mi stancherò mai, continua Rossi, di ripetere ai commercianti l’invito a non abbandonarsi ad americanate come quella di armarsi.
L’osservatorio della Confesercenti Padovana conferma infatti che l’8% dei commercianti  è in possesso di un’arma mentre un altro 15% avrebbe intenzione di armarsi per difendere se stesso, i familiari, i clienti ed il negozio.
La pericolosità nel possesso di un’arma è grandissima, continua Rossi, evitiamo quindi di correre altri rischi, spingiamo insieme per affermare la certezza della pena, un maggior numero di forze dell’ordine e politiche di effettivo allontanamento dal territorio di quanto vi sono giunti non per lavorare  ma per delinquere.