26 Ago 2008
conf-presidente.jpgAncora una volta a fine agosto ritorna sulla stampa il tema di frutta e verdura come fattore soffocante dell’economia delle famiglie, creando l’immagine del fruttivendolo come usuraio sanguisuga a carico delle famiglie.

Siamo stanchi! dichiara Nicola Rossi, Presidente della Confesercenti Padovana. E’ ora di smetterla di subire questi attacchi gratuiti. Parlare di rincari del 600% e doppio prezzo è assurdo e demagogico. Le regole del libero mercato volute da tutti i cittadini Italiani prevedono che a decidere sia la libera concorrenza e non programmi di sviluppo quinquennali non consoni a tale pratica.
Dai campi alla tavola, su alcuni prodotti, si possono avere rincari del 600% su altri di 10% e su altri ancora perdite del 50%! Queste sono le regole del mercato, continua Rossi. La Confesercenti è stata la prima a proporre a Padova la filiera corta, quindi sistemi che mettessero a contatto professionalmente produttori e commercianti,  ma la filiera è possibile solo per alcuni prodotti stagionali. E’ ridicolo proporla per prodotti che non provengono dal nostro territorio.

Parlare di doppio prezzo poi ci fa ridere perché dovremmo parlare di 5/6 o anche 8 prezzi (produttore, importatore, intermediario, grossista, distributore, dettagliante…).

L’invito che rivolgo, dichiara Rossi, è quello di smetterla di allarmare i consumatori denigrando la categoria dei commercianti. Anziché enunciare proclami è necessario operare concretamente con alcune azioni:
1. incentivare la formazione di accordi commerciali diretti tra agricoltori e dettaglianti
2. definire una piastra commerciale all’interno dell’agrimercato di Padova che metta logisticamente a contatto agricoltori e commercianti, inserire un rappresentante dei dettaglianti nel CdA del MAAP.
3. rilanciare attività di informazione nei confronti dei consumatori sulla stagionalità dei prodotti agricoli
4. pulizia di tanti finti produttori locali che nei mercati veneti vendono ananas e banane di loro produzione (!)
5. concretizzare iniziative di filiera diretta per alcuni prodotti stagionali (come già fatto quest’anno in Prato della Valle)

Al di là delle critiche, conclude Rossi, tiriamoci su le maniche nell’interesse delle categorie che rappresentiamo e soprattutto delle famiglie!