26 Mar 2007

Sulla chiusura di alcuni esercizi commerciali per mancata emissione dello scontrino fiscale interviene, anche per cercare di fare chiarezza, il Presidente della Confesercenti Padovana Nicola Rossi.

 Occorre precisare ‘ dichiara Rossi  che la lotta all’evasione fiscale va portata avanti senza dubbi e senza riserve. L’evasione fiscale è un male che colpisce prima di tutto le piccole imprese.

 

Se sulla lotta all’evasione, continua Rossi, siamo tutti d’accordo, non altrettanto possiamo dire sulle modalità con cui il Governo interpreta la lotta all’evasione.

Il provvedimento sugli scontrini fiscali ne è l’esempio più evidente.

Non si tratta infatti di andare a scomodare la guardia di finanza o gli altri organi di controllo, che fanno solo e semplicemente il loro dovere.

Il vero problema è la normativa fiscale, modificata dal cosiddetto decreto Visco nell’ottobre del 2006.Mentre fino a quella data la chiusura dell’esercizio che non aveva emesso lo scontrino avveniva dopo l’accertamento definitivo dell’infrazione, oggi LA CHIUSURA VIENE DISPOSTA SEMPLICEMNETE DOPO TRE VERBALI.

Cosa totalmente diversa e sicuramente vessatoria verso il titolare dell’esercizio che si trova alla  gogna senza avere la minima possibilità di difendersi.Nei casi padovani, ad esempio, la chiusura viene disposta non per tre infrazioni commesse in giorni diversi ma per tre verbali fatti nell’arco di pochi minuti.La normativa che esclude il cliente dalla sanzione può portare al paradosso che alcuni ‘bravi’ anche per scherzo, dichiarino di non avere ricevuto lo scontrino ed ecco scattare la chiusura.

Và anche ricordato, che in molti casi padovani, gli scontrini non emessi e contestati sono dei seguenti importi :1 euro,  6 euro,  2 euro e simili.

Francamente pensare che le grandi evasioni passino attraverso la mancata emissione di scontrini da 1 euro ci sembra troppo.

Una norma inutile quindi nella lotta all’evasione, anzi sicuramente in contrasto con l’obiettivo di prevenire l’evasione stessa, che non và evidentemente perseguita con questi metodi ma bensì con sistemi di tutela e di trasparenza.

Ma oltre a questo la volontà di colpire la piccola impresa è manifesta nel dispositivo contenuto nello stessa legge dove si stabilisce che con il 2008 tutti gli esercizi al dettaglio dovranno trasmettere in forma telematica all’agenzia delle entrate  i corrispettivi giornalieri. 

Con una differenza però, che le grandi imprese saranno escluse dagli obblighi dell’emissione fiscale dello scontrino mentre i negozi continueranno ad avere l’obbligo di emissione fiscale.Più chiara di così la volontà di indicare nelle piccole imprese gli unici evasori mi sembra non possa essere.

Le cose vanno modificate e vanno modificate in fretta per ridare fiducia e competitività al mondo della piccola impresa che continua a rappresentare il segreto del nostro successo e non può essere imbrigliato in normative vessatorie ed inutile nella lotta all’evasione.