08 Mag 2007

gogna fiscaleCome evidenziato da tutti i giornali, nei giorni scorsi è stata intimata la chiusura di tre giorni a numerosi esercizi commerciali.

La chiusura, assieme alla sanzione economica, è stata disposta per la mancata emissione di scontrini fiscali.
In molti casi l’importo dello scontrino contestato era di pochi euro. 
La “punizione”, se si pensa, va ben oltre la gravità del reato commesso.

Durante la chiusura – oltre al mancato guadagno - gravano comunque sul commerciante colpito i costi come quelli di locazione o gli stipendi per i dipendenti.

A questo si aggiunge la vera e propria “gogna fiscale” costituita dal cartello apposto alla serranda del negozio e che denuncia l’imprenditore come incallito evasore.

Confesercenti protesta contro questo atteggiamento inutilmente punitivo !

Non si vuole certamente difendere chi vuole evadere il fisco, tuttavia qualche volta può accadere anche di sbagliare e di non emettere uno scontrino.

Magari l’errore è commesso dal personale dipendente

Eppure è sufficiente sbagliare per tre volte nell’arco di cinque anni per trovarsi il negozio chiuso, senza nemmeno poter ricorrere contro l’accertamento e far valere le proprie ragioni.

Basta la semplice contestazione !


Lo scontrino non è un efficace strumento di lotta alla lotta all’evasione
Confesercenti ha accettato l’introduzione degli Studi di Settore – considerati come gli unici validi strumenti in grado di contrastare evasione ed elusione fiscale – avendo assicurazione dal Governo di un rapido superamento degli obblighi sull’emissione dello scontrino fiscale.

Questa superamento è in effetti arrivato,  ma solo per la grande distribuzione.

A prescindere dall’impegno sottoscritto dal Governo, a Luglio 2007 entrerà in vigore la trasmissione in via telematica dei corrispettivi, una procedura che rappresenta un ulteriore superamento della validità degli scontrini quale documento fiscale.

Un contesto normativo da cui si evince chiaramente come il registratore di cassa sia uno strumento obsoleto e inefficace anche nella lotta all’evasione.

 

Basta con un  fisco forte con i deboli e debole con i forti !

Confesercenti crede che la campagna del Ministro Visco voglia solo dimostrare, in modo demagogico e irresponsabile, un attivismo sul fronte della lotta all’evasione che invece non esiste.

Troppo spesso infatti  quella giustizia fiscale, così spietata nel colpire i piccoli e i piccolissimi, appare timida ed indulgente quando deve rapportarsi con grandi e grandissime imprese e con grandi e grandissimi privati.

Per questo Confesercenti alle sanzioni amministrative accessorie introdotte dalla finanziaria 2007 e chiede che si dia corso al Protocollo d’intesa, sottoscritto ancora nel 1996, con l’allora Ministro delle Finanze Visco, oggi richiamato a ricoprire il medesimo ruolo, che prevedeva l’avvio di  un processo per consentire il progressivo superamento del valore fiscale dello scontrino.