05 Mag 2009

conf-presidente.jpgLe proposte che tendono ad incrementare il numero delle festività in cui si può aprire in maniera indiscriminata  sono da respingere senza commenti, è la dichiarazione del Presidente dei commercianti Padovani Nicola Rossi.

In queste ultime settimane, dichiara Rossi, da parte della grande distribuzione sono state avanzate ipotesi di incrementare anche nel Veneto il numero delle aperture festive previste dalla Legge Bersani.

La Legge Bersani infatti prevede che i negozi i super e gli ipermercati possano aprire tutte le festività nel mese di dicembre ed un massimo di altre otto festività nell’arco dell’anno. Possono fare eccezione a questa limitazione gli esercizi ubicati in città d’arte o turistiche a condizione che siano riconosciute dalla Regione.
In ogni caso, la Regione ha la possibilità di modificare quel numero massimo di aperture festive.

Ecco allora, continua Rossi, che con la giustificazione della stagnazione dei consumi, della necessità di ammodernamento, dell’esempio con altre regioni (lombardia),  i grandi della distribuzione premono in modo ormai soffocante per chiedere all’assessore Sartor, di portare dalle attuali otto ad almeno 16 se non 26 le festività in cui si può liberamente aprire.
Secondo le imprese della Grande Distribuzione aprire alla domenica aumenterebbe i consumi.

In realtà, continua il Presidente Rossi, è dimostrato che se non ci sono soldi nelle tasche delle famiglie, non aumentano i consumi ma si trasferiscono da esercizio ad esercizio.
La Grande Distribuzione Nostrana mentre da un lato chiede alla Regione di non concedere nuove licenze per ipermercati (danneggerebbero prima di tutto  quelli che già ci sono) dall’altro cerca di portare via fette di mercato ai negozi dei centri storici  e dei quartieri  con le aperture festive.

Ampliare liberamente le aperture festive è un regalo alla grande distribuzione ed un pesante attacco ai nostri centri storici, ribadisce il Presidente Rossi.  Basta guardare i risultati dell’indagine condotta tra i commercianti della provincia di Padova.

Solo 1 commerciante su dieci è favorevole alle aperture festive in ogni caso, mentre il 23% dichiara la sua contrarietà in ogni caso.  Il rimanente 66% (la stragrande maggioranza quindi) è favorevole ad aprire le domeniche solo in presenza di manifestazioni e promozioni commerciali.

Questo è il vero nodo, prosegue Rossi. Le aperture festive funzionano solo laddove si organizzano eventi e quindi solo in queste occasioni possono essere autorizzati all’apertura i negozi. Farlo in modo indiscriminato per 16 o peggio 26 festività all’anno sposterebbe una importante quota di mercato dalle città ai centri commerciali delle periferie e degli svincoli autostradali a tutto danno della vivibilità stessa delle nostri centri urbani.

I commercianti sono disponibili anche ad aprire la sera  sempre comunque in presenza di iniziative e di eventi.

Altro che aperture, quindi, chiude Rossi, dobbiamo continuare la nostra iniziative nel potenziare l’organizzazione delle imprese nei centri storici, promuovere eventi manifestazioni altro che discutere di aperture festive.