03 Set 2007

 

economia padovanaOsservatorio Confesercenti di Padova: 80 milioni di danni dalla Contraffazione al sistema economico padovano. Un mercato parallelo quello dell’abusivismo commerciale. Accettare l’abusivismo è un fatto gravissimo che da respiro alle organizzazioni criminali che lucrano sulle condizioni dei soggetti più deboli.

I commercianti abusivi (spesso extracomunitari) che girano per le nostre case, ci avvicinano nelle spiagge, nei ristoranti e nei bar, sostano nelle principali piazze o nel liston, oppure che incontriamo nele fiere nelle sagre e simili, hanno un volume d’affari annuale di circa 80 milioni di euro nella nostra provincia.

Tanto per fare un paragone, si pensi che il volume d’affari dei saldi estivi nella provincia di Padova si è aggirato attorno ai 50 milioni di euro.

Ma il fatto ancora più grave è che non meno del 20% di questi ricavi vanno alle mafie estere che li reinvestirà in altre attività illegali (droga ecc.), ed un’altra grande percentuale andrà alla filiera della contraffazione, lasciando al povero abusivo pochissimi spiccioli se non le perdite per il pagamento di merce che non potrà mai rivendere.
 

 

 

I recenti provvedimenti del sindaco di Firenze, che ha deciso di sanzionare i lavavetri ai semafori,  i ripetuti interventi del sindaco di Roma contro i commercianti abusivi che operano nelle principali piazze romane, la manifesta volontà del sindaco Zanonato di vietare l’accattonaggio nella città, portano alla cronaca due temi particolarmente attuali e che  spesso dividono il nostro Paese:

  1.  la qualità della vita urbana.
    L’esigenza cioè di garantire una costante crescita dei livelli di qualità della vita nelle città in particolare rispondendo al tema  della sicurezza, della pulizia, dello stare tranquilli.

  2. la corretta integrazione dei soggetti più deboli nel nostro sistema socio-economico.
    Come far si che quei soggetti particolarmente deboli che vivono ai margini della società attraverso l’accattonaggio, l’abusivismo trovino una corretta integrazione.

I due temi corrono paralleli.

Non possiamo negare infatti che spesso la nostra sensazione di sicurezza vacilla di fronte a città invase da mendicanti aggressivi o da abusivi che cercano di venderti qualche cosa ad ogni costo. 
Qualità della vita significa anche garantire i clienti di un bar, di un negozio di un mercato di non essere borseggiati da qualche finto mendicante.
I dati che emergono dalla ricerca condotta dall’osservatorio della Confesercenti fanno emergere alcune incontestabili realtà: I commercianti abusivi (spesso extracomunitari) che girano per le nostre case, ci avvicinano nelle spiagge, nei ristoranti e nei bar, sostano nelle principali piazze o nel liston, oppure che incontriamo nele fiere nelle sagre e simili, hanno un volume d’affari annuale di circa 80 milioni di euro nella nostra provincia.

Tanto per fare un paragone, si pensi che il volume d’affari dei saldi estivi nella provincia di Padova si è aggirato attorno ai 50 milioni di euro.

Ma il fatto ancora più grave è che non meno del 20% di questi ricavi vanno alle mafie estere che li reinvestirà in altre attività illegali (droga ecc.), ed un’altra grande percentuale andrà alla filiera della contraffazione, lasciando al povero abusivo pochissimi spiccioli se non le perdite per il pagamento di merce che non potrà mai rivendere. Dobbiamo essere onesti con noi stessi. Siamo  sicuri che il problema dell’inserimento nel sistema socio-economico dei soggetti più deboli passi attraverso l’accettare queste situazioni. Quei soldi che con spirito di solidarietà diamo al giovanotto che sorridente cerca di venderci qualche cosa lo aiutano veramente o dove vanno a finire.Mi sembra che su questo non ci siano dubbi.

L’accattonaggio, l’abusivismo ha una sola e grande industria: quella della illegalità ed a volte anche quella più brutale se si pensa ai ragazzini costretti a mendicare a suon di botte.
Certo, su questi argomenti è facile dividersi.

Gli stessi gruppi dirigenti della Confederazione nella analisi dei dati dell’osservatorio hanno trovato momenti di acceso confronto.  Quello su cui tutti siamo d’accordo e che non possiamo più far finta di niente.
Perché ad esempio, non riprendere quelle iniziative di solidarietà per i più deboli utilizzate negli anni 50 in molti comuni della nostra provincia? Si chiamavano cantieri. Funzionavano in questo modo. I comuni incaricavano persone disoccupate alla pulizia delle strade, al taglio dell’erba o a lavori pubblici simili con stipendi minimi e senza contributi.  L’esperienza è finita negli anni settanta  ma ha sicuramente aiutato tante persone.

E allora perché non creare un fondo misto pubblico e privato e proporre a queste persone che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, anzichè  andare a mendicare di fare lavori di pulizia nelle piazze nelle strade e simili?.

Nicola Rossi

 

Presidente Confesercenti di Padova

 

 

 

Allegato indagine:

 

 

  Contraffazione e abusivismo: Analisi dei danni alle imprese ed all’economia , volume di affari degli articoli contraffati,volume di affari dell’abusivismo commerciale, nella provincia di PadovaAgosto 2007    

QUADRO DI RIFERIMENTO


Secondo i dati dell’associazione TEMI, su elaborazione delle operazioni di sequestro effettuate dalla Guardia di Finanza,  la contraffazione ha raggiunto nel 2006 un volume d’affari superiore ai 7 miliardi di euro nel nostro Paese.

Si tratta di un vero e proprio sistema industriale- commerciale dotato di centri di produzione, di propri canali di vendita, di vere e proprie reti distributive e di un proprio mercato, distribuito in tutto il territorio nazionale. Un settore, quello della contraffazione, partito negli anni ottanta da pochi articoli “griffati” e che si è esteso in questi ultimi anni, a prodotti e merci di vario tipo compresi (fatto questo di grande preoccupazione)  merci e prodotti che influenzano la vita e la salute delle persone (vedasi alimenti e bevande, medicinali e cosmetici, dentifrici, apparecchi elettrici, ricambi, giocattoli ecc.). L’attività delle forze di polizia e della Agenzia delle Dogane, dimostra anche  di come si tratti  di un settore in costante crescita. Infatti, l’attività congiunta di polizia, guardia di finanzia ha portato , nel corso del 2006, al sequestro di quasi 90milioni di articoli contraffatti con un incremento del 28% in più rispetto al 2005. 

L’osservatorio Regionale del Veneto per la sicurezza ha stimato per l’anno 2003 (ultimo rilevamento) un danno per l’economia veneta a seguito della contraffazione superiore al miliardo di euro. Occorre precisare che la contraffazione si può manifestare in più modi: la violazione del diritto di marchio (falso) , del design, del diritto d’autore, dell’opera di ingegno, la copiatura di prodotti, la falsificazione del marchio ecc. Nella sua eccezione più ampia contraffazione significa produzione e commercializzazione di merci e prodotti che recano illecitamente un marchio, un simbolo identico ad un marchio,  copiano brevetti, piratano software brani musicali o altre opere dell’ingegno, riproducono indicazioni geografiche, denominazioni di origine, diritti d’autore  in modo illecito.

 
L’osservatorio economico della Confesercenti di Padova, con questa indagine, ha voluto rilevare sulla scorta dell’attività svolta dalle forze dell’ordine e dalle informazioni assunte dai soci, due importanti elementi:

1)    il danno economico causato dalla contraffazione
2)    il volume d’affari dell’abusivismo commerciale che è uno dei principali veicoli di  commercializzazione dei prodotti contraffati.



A -  LA CONTRAFFAZIONE     

TABELLA 1 : INCIDENZA PERCENTUALE DEI PRODOTTI CONTRAFFATI O PIRATATI SUL TOTALE DELLE VENDITE
                                    
incidenza percentuale dei prodotti contraffati o piratati sul totale delle vendite 
 
prodotto % su tot. Vendite  
SOFTWARE35% 
CALZATURE / ABBIGLIAMENTO20% 
DVD16% 
OCCHIALERIA15% 
GIOCATTOLI12% 
CD10% 
FARMACEUTICI E PARA6% 
PEZZI DI RICAMBIO AUTO MOTO6% 
   
 Fonte: elaborazione Confesercenti su dati sequestri Guardia di Finanza 
I ripetuti sequestri od interventi della Guardia di Finanza di prodotti o merci contraffati ci permette di stabilire quanto in percentuale incide la vendita di articoli contraffati sul totale del settore.In particolare emerge che  prodotti software  utilizzati sul mercato son per il 35% del totale o copiati o piratati o utilizzati illecitamente.Il 20% del totale dell’abbigliamento  venduto   proviene   dalla filiera della contraffazione  con percentuali ancora più elevate ( 30%) nella  provincia di Padova  per quanto riguarda le pelletterie.Anche il 16% del mercato dei  DVD  è contraffatto , piratato , come il 10% dei CD  e degli audiovisivi. Cresce in questo ultimo anno la percentuale dei giocattoli contraffati che con il 12% del totale sta diventando un mercato particolarmente pericoloso.Và sottolineato infatti che numerosi sequestri hanno dimostrato come le fabbriche del sud est asiatico di giorno producano per grandi case multinazionali e di notte producano per il mercato dell’illecito.   
 
TABELLA 2 :CALCOLO DEL DANNO CAUSATO DALLA CONTRAFFAZIONE AL SISTEMA ECONOMICO DELLA PROCVINCIA DI PADOVA
                                    
stima del  danno causato  dai prodotti contraffati al sistema economico padovano
Provincia di Padova
Stime anno 2006
SettoreValore minimo
Sistema moda / calzature    30.000.000,00
Occhialeria      2.000.000,00
Settore alimentare      8.000.000,00
Componenti e ricambi auto moto    12.000.000,00
Editoria e stampa      2.000.000,00
Giocattoli      2.000.000,00
Informatica ed elettronica    10.000.000,00
cosmesi, farmaceutica      4.000.000,00
altri settori    10.000.000,00
totale stima contraffazione    80.000.000,00
   Il danno mimino causato della contraffazione nella sola provincia di Padova si assesta  sugli 80 milioni di euro nel 2006.Secondo l’osservatorio regionale nella regione il  valore complessivo viene stimato  superiore ai 500 milioni di euro.Ovviamente si tratta di una stima del tutto prudenziale e che riguarda solo il valore dei prodotti contraffati ed immessi nel mercato.Il danno in effetti è di gran lunga più consistente in quanto al valore della contraffazione si deve aggiungere il valore della perdita delle imposte dirette ed indirette  per lo Stato (25 milioni di euro)  a cui per le imprese si deve aggiungere il danno di immagine, il danno della competitività , delle mancate vendite, delle riduzione del fatturato, della perdita di credibilità, delle spese per la tutela dei diritti, della insicurezza intrinseca del prodotto contraffatto,ed ancora si deve aggiungere il danno sociale (sfruttamento di soggetti deboli prevalentemente extra comunitari ).Il valore del danno indotto causato dalla contraffazione al sistema economico Padovano varia quindi da un minimo di 80 milioni di euro annui ad un importo sicuramente non sovrastimato di almeno 150 milioni di euro   

TABELLA 3  :  DOVE VENGONO PRODOTTI  GLI ARTICOLI CONTRAFFATTI E COMMERCIALIZZATI NELLA NOSTRA PROVINCIA
                                     
luoghi di provenienza dei prodotti contraffatti
luogo di produzione incidenza %  
sud este asiatico70%
cina 70%
corea taiwan 15%
taiwan 10%
altri 5%
paesi dell'area mediterranea20%
Italia  10%
Spagna 7%
altri 3%
altri luoghi di produzione10%
 Per quanto riguarda l’origine dei prodotti contraffatti il 70% proviene dal sud est asiatico (Cina al primo posto seguita da Corea e Taiwan)  una quota pari al 20%  proviene dal bacino mediterraneo, (in testa  Italia e Spagna) ed il rimanente 10% proviene dai Paesi dell’ Est Europa, dall’Africa e dall’America.Si pensi all’ingente quantità di prodotti contraffatti provenienti dalla Cina e sequestrati lo scorso mese di maggio dalla guardia di finanzia di Padova all’ingross cinese.Per quanto riguarda il Veneto e Padova i prodotti contraffatti riguardano il settore della moda (in particolare calzature) e l’occhialeria.

B    ABUSIVISMO COMMERCIALE

I canali distributivi usati dai produttori di articoli contraffati sono principalmente due : 1) l’abusivismo commerciale esercitato in prevalenza da cittadini extracomunitari (4 su 5) e sui reinvestimenti dei profitti  derivanti in proficue attività delittuose (edilizia, droga, armi ecc.)Secondo le stime delle forze dell’ordine il 20% del ricavato dall’abusivismo commerciale finisce nelle tasche delle mafie straniere che controllano la produzione, la distribuzione e la vendita al minuto. 2) le vendite in internet sostenute dalla esponenziale crescita della rete informatica.   Secondo una indagine condotta dall’associazione TEMI, il volume d’affari dell’abusivismo commerciale in Italia è superiore ai 10 miliardi di euro.  

TABELLA 4 : DIMENSIONI DELL’ABUSIVISMO COMMERCIALE IN PROVINCIA DI PADOVA VOLUME D’AFFARI DELLE ATTIVITA’ COMMERCIALI ABUSIVE ESERCITATE IN PROVINCIA  
   
valore dell'abusivismo commerciale in provincia di Padova – anno 2006minimoStimato
€60 milioni€ 80 milioni
  
valore dell'abusivismo commerciale nella Regione Veneto - anno 2006minimoStimato
€500 milioni€ 700 milioni

Il calcolo è molto prudenziale ed è effettuato prevalentemente sulle attività di abusivismo commerciale esercitato da venditori. Difficile è definire il valore provinciale delle vendite abusive effettuate in internet in quanto spesso non sono facilmente identificabili i soggetti. Il volume d’affari è stato calcolato definendo il numero di operatori abusivi presenti nella provincia, stimando un totale di ricavi minimo giornaliero ed il numero di giornate annue impegnate.  

 
 
TABELLA 5 :DIMENSIONI DELL’ABUSIVISMO COMMERCIALE IN PROVINCIA DI PADOVA:: NUMERO DEGLI OPERATORI ABUSIVI
                                    
numero degli operatori abusivi nelle province del Veneto    -Agosto 2007 
 
 Nr. minimoNr. massimo 
PADOVA      1.000               1.500  
VENEZIA      3.000               5.000  
ROVIGO         300                  500  
VERONA      1.000               2.000  
VICENZA         500               1.500  
BELLUNO         200                  500  
TREVISO         500               1.000  
TOT. VENETO      6.500             12.000  

La valutazione del numero degli operatori abusivi operanti nelle varie località del Veneto  è stata determinata sulla scorta delle denunce presentate (quotidianamente) dai commercianti dei centri storici, delle spiagge, delle altre località turistiche, dagli ambulanti dei mercati.Si calcola che quotidianamente nella sola provincia di Padova circolino circa  300 abusivi nei  centri storici  e nei vari mercati della provincia, in occasione di feste e sagre o semplici manifestazioni .  Non meno di 400 sono quelli che circolano in modo itinerante  nelle abitazioni. Questi numeri sono raddoppiati il sabato e la domenica in quanto molti lavoratori dipendenti arrotondano il loro stipendio vendendo abusivamente in questi giorni.  Questi numeri poi, crescono di circa la metà nei periodi estivi ed in occasione delle festività tradizionale e locali.A questi abusivi vanno aggiunti quelli che lavorano (sempre in nero) per organizzazioni di compravendita (libri, elettrodomestici, cosmetici  e simili) e che operano in modo saltuario.Il valore in euro è calcolato stimando (in modo molto prudenziale) un ricavo giornaliero variabile dai 100 ai 200 euro, moltiplicato per i giorni medi di impiego.     
 
    
TABELLA 6 :IL VALORE DELLE VENDITE ATTRAVERSO L’ABUSIVISMO COMMERCIALE / ANALISI PER SETTORE
  
vendite dell'abusivismo commerciale nella provincia di Padova  
 
  %  valore  minimo 
abbigliamento, calzature, tessile, pelletterie50%     30.000.000,00  
Orologeria5%       3.000.000,00  
accessori e componentistica10%       6.000.000,00  
dvd cd 15%       9.000.000,00  
Elettronica3%       1.800.000,00  
Cosmetici3%       1.800.000,00  
Giocattoli4%       2.400.000,00  
Altro10%       6.000.000,00  
Totale100%     60.000.000,00  

 Sempre sulla scorta dei sequestri effettuati e sulle informazioni assunte nei vari comuni e mercati della provincia è possibile effettuare una ripartizione merceologica del  volume di affari dell’abusivismo commerciale.Il 50% pari a 30 milioni di euro se ne và nell’abbigliamento, seguito dalla componentistica e dagli accessori (10%), dvd e cd coprono una quota pari al 15% e cioè 9 milioni di euro. Per quanto riguarda gli altri settori stanno emergendo  i libri, le lamette ed i cosmetici.