03 Gen 2013

Un volume di oltre 90milioni - 7 famiglie su dieci acquisteranno almeno un prodotto in saldo
Ogni famiglia spenderà quasi 400 euro -Oltre 1.500 negozi pronti a partire

Al via a Padova ed in tutto il veneto i saldi di fine stagione invernali 2013.
Ancora una volta saranno occasioni vere per i consumatori. Nonostante il momento particolarmente critico per le famiglie e per le vendite nel settore della moda, rimane alta l’attesa dei consumatori Padovani nei confronti dei saldi.


Ad affermarlo è l’osservatorio economico della Confesercenti di che stima che circa 250mila (su un totale di 380 mila) le famiglie padovane che faranno almeno un acquisto in occasione dei saldi.

Saranno oltre 1.500 i punti vendita che offriranno prodotti di moda in saldo, di ogni tipo e di ogni prezzo.
Come di consueto la previsione è quella di un grande afflusso per i capi di alta qualità e di firma, nei primi tre giorni dei saldi, per proseguire poi nei successivi 15 giorni con un buon andamento.
Saranno soprattutto i capi di abbigliamento i più gettonati (Capi firmati, Capo spalla, maglieria e camiceria, abbigliamento giovani, jeans e calzature).

Secondo l’osservatorio della Confesercenti Padovana, – osserva il Presidente Nicola Rossi – l’andamento delle vendite è stato pessimo nell’autunno (-10%) e non particolarmente positivo a Natale (-5% rispetto al Natale 2011) nonostante la buona ripresa dei giorni di vigilia e dei giorni di fine anno.
Sempre secondo i dati dell’osservatorio nel corso del mese di dicembre il 15% dei punti vendita nella provincia ha effettuato o vendite di liquidazione (per cessazione dell’attività o per modifica dei locali o simili) o vendite promozionali con sms o con sconti alla cassa. Anche alcune grandi firme hanno inviato sms o addirittura lettere di invito personalizzate.
Nonostante questo, continua Rossi, i saldi rimangono sempre un momento di grande aspettativa per i consumatori.
Purtroppo và aggiunto che stanno diventando anche uno strumento di acquisto per i consumatori con il risultato che i negozi continuano a ridurre i loro utili operativi creando in questo modo una forte criticità nelle possibilità di reinvestire nell’azienda.
Infatti, continua Rossi, quasi la metà dei consumatori è orientato ad effettuare acquisti nei negozi tradizionalmente frequentati cosiddetti di fiducia oppure su capi già visti. Si prospettano opportunità sicuramente interessanti per tutti i consumatori. La crisi spinge infatti in alto le proposte di sconto che nel corso degli ultimi anni, si stanno attestando su medie più elevate. Dal 20% si sta passando al 30% e in molti casi al 40% e 50%.
Dispiace constatare che la normativa è ancora farraginosa e non aiuta i commercianti e i clienti aprendo la porta a qualche tentativo di concorrenza sleale e anticipo non autorizzato.
Particolarmente dannosa per molti commercianti Veneti è stato il provvedimento della Regione Lombardia che ha eliminato il divieto di vendite promozionali nei 30 giorni precedenti la data di avvio dei Saldi.

La data di inizio dei saldi rimane troppo a ridosso del Natale, in questo modo il settore continua ad essere penalizzato poiché i consumatori a dicembre rinviano gli acquisti aspettando l’ormai prossimo avvio delle svendite. Purtroppo la data di avvio è legata all’accordo tra le Regioni prosegue Rossi e lo spostamento della data di avvio solo nel Veneto danneggerebbe i nostri negozi.
Liberalizzare completamente i saldi, come propongono alcune associazioni di consumatore, sarebbe lo smacco definitivo proprio per gli stessi consumatori che si troverebbero di fronte non a vere occasioni ma alle solite promozioni camuffate con articoli civetta. Proprio per questo , continua Rossi, abolire i saldi sarebbe pura follia.