14 Gen 2013

Come è andata la prima settimana dei saldi nelal nostra provincia? Abbiamo tastato il polso ad un nutrito gruppo di commercianti del settore moda nella giornata di venerdì 11 gennaio.


Si tratta di commercianti di abbigliamento, di alta e media qualità, di griffe, di abbigliamento casual, sportivo, giovane ma anche di alta moda; commercianti di calzature, intimo, pelletterie nonché di pelliccerie, maglierie, e anche di operatori ambulanti. In comune, tutti, hanno applicato o i saldi di fine stagione o comunque una vendita promozionale coincidente con i saldi iniziati lo scorso 5 gennaio.

L’andamento delle vendite in occasione dei saldi non è cambiato in modo notevole rispetto al 2012 per oltre la metà dei commercianti, per un terzo è andata peggio mentre ma nota particolarmente positiva (con i tempi che corrono) c’è un discreto numero che vede qualche miglioramento.
Il dato, prosegue Rossi, non è certamente di quelli esaltanti di qualche anno fa, ma riconferma come i saldi siano diventati, anche tra i padovani, un ‘metodo’ di acquisto.
Aldilà dei dati numerici, prosegue Rossi, sono le informazioni dei nostri soci che ci fanno toccare con mano le notevoli modifiche che in questi ultimi anni hanno subito le abitudini di consumo nel settore della moda.
A partire dal “saldista”. Fino ad una decina d’anni fa il saldista tipo era di sesso femminile con un’età tra i 30 ed i 50 anni, che approffittava dei saldi di fine stagione per acquisti per se e per la famiglia. Oggi è notevolmente cresciuto il numero dei saldisti di sesso maschile. Se nel 2003 i saldisti maschi erano poco più di uno ogni 10 oggi sono almeno 4 ogni 10.
Non solo, continua Rossi, ma il saldista ideale, è il maschio che vive da solo, entra nel negozio con le idee ben chiare e decise ed ha una discreta disponibilità di spesa.
I prodotti: anche su questo la modifica è notevole, prosegue Rossi. Un tempo erano soprattutto capi spalla, (vestiti, cappotti,) pantaloni e maglieria, in particolare di firma o comunque di altissima qualità. Oggi è cresciuta la vendita in saldo anche di calzature, biancheria intima, camiceria, accessori di abbigliamento e pelletterie, a confermna di come in un periodo di criticità per i bilanci familiari si attendino i saldi anche per acquistare indumenti di minor costo ma di buona qualità.
Come di consueto, continua Rossi, sono stati i primi due giorni di avvio quelli decisivi ma anche nel proseguo della settimana, in un buon numero di esercizi, si è vista la differenza con la settimana precedente.§
Ancora, prosegue Rossi, oramai oltre il 60% dei saldisti sono clienti abitudinari del negozio, Si tratta di consumatori
Occorre ricordare, continua Rossi, che pur durando quasi due mesi il periodo dei saldi, i dati degli ultimi 10 anni ci dimostrano come più del 50% delle vendite totali avvenga nei primi 15 giorni e quasi il 30% nei primi tre giorni.
Certo, sono sparite le code, ma i saldi rimangono una occasione ‘mediatica’ importante per i commercianti. Deregolamentarli o liberalizzarli come propone quialcuno sarebbe dannoso per la distribuzione.

Dopo questa prima settimana, continua Rossi, ci viene confermata una leggera flessione rispetto al 2011 ma ben inferiore alle nostre previsioni, cosa che fa ben sperare per il proseguo soprattutto per garantire ai commercianti padovani quei 90milioni che è il giro d’affari dei saldi nella nostra provincia, indispensabile per affrontare un 2013 che non si prevede di grandi prospettive.