03 Dic 2013

a cura dell'Settore Ambiente Confesercenti, Resp. Manuela Concas
Chiarimenti sui corsi di formazione obbligatoria degli “addetti alla gestione emergenza antincendio – prevenzioni incendi”.
La prevenzione riguarda tutti i lavoratori dirigenti, preposti, soci, collaboratori familiari, dipendenti, volontari, ecc…. Per “gestire l’emergenza” nei luoghi di lavoro è necessario, oltre che obbligatorio, essere debitamente informati, formati e addestrati. La mancata applicazione delle procedure previste dalla normativa vigente può avere pesanti conseguenze nei luoghi di lavoro ma, soprattutto, sulla salute di tutti i lavoratori. La formazione è uno degli strumenti di prevenzione più utili e costruttivi e deve essere portata a termine con serietà e responsabilità.

 

Ricordiamo di seguito alcuni degli obblighi a carico del “Datore di Lavoro” e a carico di tutti i “lavoratori”.

D.lgs. 81/08 - Articolo 18 - Obblighi del D.L. (Datore di Lavoro) …
Il datore di lavoro deve designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e della gestione dell'emergenza….

D.lgs. 81/08 - Articolo 37 - Formazione dei lavoratori/ designati.
Comma 9: I lavoratori incaricati dell‘attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, d’evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, in ogni caso, di gestione dell‘emergenza devono ricevere un‘adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico…

D.lgs. 81/08 - Articolo 20 - Obblighi dei lavoratori
Comma 1: Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.

Comma 2. I lavoratori devono in particolare:….
a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all’adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva e individuale;
c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, e i dispositivi di sicurezza;
d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), e qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso d’urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l’obbligo di cui alla lettera;
f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo;
g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori;
h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro;
i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo o, comunque, disposti dal medico competente.

Cenni sulla classificazione, rischio d’incendio, delle attività
1) Attività a rischio d’incendio elevato: In caso d’incendio possono determinare danni gravi alle persone, per l'elevato numero di persone, anche impedite nella loro mobilità, e a causa della conformazione degli ambienti di lavoro tale da comportare difficoltà in caso d’evacuazione. A titolo esemplificativo e non esaustivo si riporta un elenco di attività da considerare a rischio d’incendio elevato:
- attività a rischio d’incidente rilevante;
- fabbriche e depositi di esplosivi;
- centrali termoelettriche;
- impianti di estrazione di oli minerali e gas combustibili;
- impianti e laboratori nucleari;
- depositi al chiuso di materiali combustibili aventi superficie superiore a 20.000 mq.;
- attività commerciali ed espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 10.000 mq.;
- scali aeroportuali, stazioni ferroviarie con superficie, al chiuso, aperta al pubblico, sup. a 5.000 mq, metropolitane;
- alberghi con oltre 200 posti letto;

2) Attività a rischio d’incendio medio: Luoghi di lavoro di cui al DM 16/2/1982, con esclusione delle attività di cui al punto 1.

3) Attività a rischio d’incendio basso: Attività non ricomprese nei punti 1 e 2, per le quali si possono ritenere che i fattori di rischio, che possono determinare l’insorgere di un incendio e le conseguenze, siano limitate.

La formazione obbligatoria….
Così come avviene per gli addetti al Primo Soccorso, anche gli addetti alle emergenze Antincendio ed Evacuazione hanno l’obbligo di ricevere specifica formazione secondo la suddetta classificazione delle attività (riportate nel paragrafo precedente).

Riportiamo nel documento allegato di seguito i contenuti dei corsi di formazione per le sole attività a rischio d’incendio basso e a rischio d’incendio. Per i corsi di formazione delle aziende con rischio d’incendio “alto” è opportuno prendere contatto direttamente i Vigili del Fuoco.

Contenuti corsi_addetti_antincendio basso.pdf

Invitiamo tutte le aziende a prendere contatto con il nostro Ufficio Settore Ambiente di Padova (o una delle nostre sedi mandamentali) per eseguire, su appuntamento, la verifica “gratuita” della posizione della propria azienda.
Manuela Concas tel. 049 8698618  m.concas (at) confpd.it


Altri allegati:

Corsi_di formazione obbligatori con prossime date di partenza.pdf

Circolare del Ministero sui corsi di aggiornamento.pdf