27 Ago 2014

negozio modaSiamo oramai alla fine del periodo dedicato ai saldi estivi (ufficialmente termineranno al 31 agosto) ed il bilancio che si può fare è orami consolidato dichiara Nicola Rossi Presidente della Confesercenti Padovana.
La grande attesa di negozianti padovani ha dovuto scontrarsi con le difficoltà delle famiglie e, se la quasi totalità dei negozianti hanno applicato i saldi (94%), quelli che hanno dichiarato di avere avuto un incremento delle vendite sono il 16,1%, mentre ben il 47% ha dichiarato di averle diminuite ed il 36,9% di avere avuto le stesse vendite dei saldi estivi del 2013.

Nicola Rossi TeCNO"Si tratta di un dato da allarme rosso, dichiara Rossi, siamo di fronte ad una situazione in cui i negozi di abbigliamento non solo non riescono più a fare utili operativi ma addirittura con vendite a ricarico zero, se non sottocosto, non riescono a recuperare liquidità ed a liberarsi delle giacenze.
Se non ci sarà una reale modificazione nelle disponibilità delle famiglie, continua Rossi, corriamo veramente il rischio che una delle eccellenze italiane (i negozi della moda) chiuda e sia sostituita da negozi che vendono il Made NON in Italy.
Si vende meno per vari motivi continua Rossi, minori disponibilità delle famiglie ma anche perché sono cambiate le abitudini all’acquisto (cresce l’ on-line, le vendite low- cost,) mancano vere novità di prodotto (tipi di tessuto, servizi ecc.) in grado di stimolare l’acquisto".

“Si tratta di una situazione oramai consolidata, dichiara la Presidente del settore moda della Confesercenti Linda   Ghiraldo Linda - Pres. Fismo 2Ghiraldo , nonostante l’abbigliamento di qualità in particolare il ‘Made in Italy’ sia una delle eccellenze del nostro Paese, la diminuzione di reddito globale ha inciso pesantemente sulla quota dedicata all’abbigliamento – Secondo l’osservatorio della Confesercenti Padovana- il 20% in meno dal 2009 al 2014.
Quello che un tempo era uno Status Symbol è diventata una spesa da tagliare nel bilancio famigliare e anche nelle famiglie con maggiore disponibilità si sposta la spesa di altre merceologie come la cura della persona, la comunicazione e simili.

Di fatto, continua la Presidente Ghiraldo, tra i consumatori padovani sta scomparendo il fenomeno saldi come momento straordinario nelle scelte di acquisto ma si aspettano di trovare sconti, vendite promozionali, occasioni , in ogni momento dell’anno. E’ un dato di fatto rispetto al quale la nostra associazione della moda ha già avviato un processo di riflessione indicando nuovi strumenti di marketing , nuove modalità di acquisto, nuovi servizi per i consumatori, la garanzia del made in……, la formazione gratuita rivolta ai consumatori stessi sulle caratteristiche dei prodotti e simili”.

“Dobbiamo prendere atto, continua il Presidente Rossi, che l’appeal dei saldi è quasi scomparso. Le cause sono molteplici e non dipendono solo dalla crisi: la quasi completa liberalizzazione delle vendite promozionali che ha svilito il valore stesso delle promozioni creando un clima tra i consumatori per cui in ogni momento dell’anno chiedono lo sconto. Le iniziative condotte in grande parte dalla grande distribuzione, grandi magazzini che con la fidelity card snobbano le elementari regole da rispettare per i saldi (il divieto di fare vendite promozionali nei 30 giorni precedenti la data di avvio)

Se vogliamo ridare un significato ai saldi dobbiamo ripensare alle loro regole e cioè o andiamo ad un calendario che effettivamente tenga conto della stagionalità e quindi l’avvio non prima del mese di agosto oppure andiamo ad una liberalizzazione delle date ma applichiamo vincoli precisi per ogni singola azienda che possa liberamente dare via ai saldi nella data che vuole ma che nei sessanta giorni precedenti non possa effettuare nessun tipo di promozione, che comunichi ufficialmente le date di inizio e di fine (non più di 3 settimane) , la percentuale di sconto applicata e le modalità di controllo affinché il consumatore abbia la garanzia della realtà dello sconto applicato. Rivedendo le regole forse, possiamo salvare i saldi.

Chiude Nicola Rossi: i clienti hanno poche risorse, aumenta il numero degli operatori commerciali in sofferenza, soprattutto tra i negozi dei centri urbani, c’è il rischio concreto di accelerare la già consistente emorragia di negozi della moda e con la conseguente perdita del saper fare italiano che da sempre contraddistingue il Made in Italy”.